I loro primi 40anni…

E ce ne saranno all’infinito … su questo non ho dubbi.

“Questa è una realtà di me, che solo chi davvero mi conosce nelle profondità del mio buio, o ha imparato a conoscermi, accettandomi per quella che sono, perché io amo più di tutte, ma davvero tutte, questa canzone …

1980 da “Closer”

“DECENNI”

Ecco i giovani, il fardello sulle spalle
Ecco i giovani, dove sono stati?
Abbiamo bussato alle porte della camera più oscura dell’inferno
Spinti al limite, ci siamo trascinati dentro
Osservavamo dalle quinte come le scene si ripetevano
Vedemmo noi stessi come non ci eravamo mai visti.
La rappresentazione del trauma e della degenerazione
I dolori che abbiamo sofferto senza mai essere liberati.

Dove sono stati?
Dove sono stati?
Dove sono stati?
Dove sono stati?

Stanchi dentro, ora i nostri cuori sono persi per sempre
Non possiamo accantonare la paura o il brivido della caccia
Ogni rituale ha svelato la porta per i nostri vagabondaggi
Aperta, poi chiusa, quindi sbattuta in faccia.

Dove sono stati?
Dove sono stati?
Dove sono stati?
Dove sono stati?

Questa canzone parla di un soldato che non è in grado di adattarsi a una normale vita civile dopo essere tornato a casa dalla guerra. ( ci sono Donne… che tornano da un fronte “emotivo distruttivo” che sono Soldati…)

11 pensieri su “I loro primi 40anni…

    1. Io non faccio mai le cose in piccolo… Quando si tratta di musica… ma a parte che ci sto scherzando un po’ sopra con la mia risposta, è davvero una canzone che mi porto dentro quindi per me è un valore unico, anche doloroso ma è un “valore” e poi… Grazie di aver apprezzato.

I commenti sono chiusi.