A domani, sono stanchissima, ma di testa.

L’unico modo che conosco per tornare nei miei panni … o “a casa mia” come mi ripeto sempre.

Il mio ritorno a casa, dopo essere naufragata in questa mia serata d’inferno. I miei panni tanto agognati, la mia dimora mentale, una vera e propria pagoda.

You can’t hear me
You can’t hear me
You can’t hear what I’m saying
You can’t hear what I’m saying to youYou watch the clock
Move the slow hand
I should have been home
Hours ago
But I’m not here
But I’m not here You can’t hear me
You can’t hear me
You can’t feel me
Here in the room with you now
You can’t hear what I’m saying
You don’t hear what I’m saying, do you? Can’t let you know
What’s been happening
There’s a ghost in our home
Just watching you without me
I’m not here
(You don’t hear me)
But I’m not here (you can’t hear me)
But I’m not here (you don’t hear what I’m saying) Don’t ignore, don’t ignore me
Let me?
Don’t ignore, don’t ignore me
Let me?
Don’t ignore, don’t ignore me
Let me?
We see you hereYou don’t hear me come in
Help me, baby! help me, baby! talk to me! listen to me
Listen to me! talk to me! help
(You can’t hear me)
Listen, baby! listen to me, baby! help me, help me, baby
Talk to me! talk to me! please, baby, talk to me
(You can’t hear me)
You won’t hear me leaving.

Auguri Claudio ❣️

Se ho maturato in me la più alta considerazione del romanticismo, dell’amore, del grande immenso mondo della gioia di un incontro come del dolore e la sofferenza per un “è finita…davvero” è anche grazie a lui. E poi da lui ho iniziato ad alimentare l’arte del saper osservare quello che c’è intorno, ad apprezzare le piccole grandi cose che ogni giorno mi si presentano davanti. Volete sapere quale canzone davvero non mi lascia mai?

Vi sorprenderete!

Dreaming tears in a crystal Cage

C’è sempre l’incauto arrogante, che non riconosce la bravura silenziosa, che si cela nelle mani di un ragazzo che suona. Una bravura innata che è presente nell’aria, quando si riempie della musica di un pianoforte di un ragazzo che sta imparando.

Chi insegna, ma urla e alza le mani solo perché pensa che abbia se stesso il sommo “dono” del saper insegnare …

C’è un conservatorio,

Un ragazzo che suona il pianoforte

Un docente che non conosce il ritmo della pazienza ma solo la violenza verbale, a volte fisica.

E poi un giorno per caso, compare “lui” un uomo che chiede a Bosso di ripetere l’esercizio, che tanto fa infervorare il suo insegnante …

Quell’uomo ascolta attento. Poi si rivolge al docente e dice : “A me sembra molto bravo. Perché lei grida?”; ecco, quell’uomo era John Cage a cui poi Ezio Bosso dedicò in seguito, questo brano…

Dall’album di Ezio Bosso e Relja Lukic “The Roots (A Tale Sonata) del 2018…

Mi mancherai, per la tua umanità. Per il tuo amore per la musica, per la tua bacchetta che taglia l’aria con perfetta sincronia … Solo qualche giorno fa ti avevo ascoltato in un intervista televisiva… e mi ero messa a sognare …

Mi mancherai… seppur la musica sia Vita …