Prossima al risveglio …

A volte si fa fatica a staccarsi da un posto ma si deve fare…

Domani busserà alla porta un nuovo giorno e spero di essere preparata per affrontarlo.

In realtà, ogni giorno da questa quarantena in poi è sempre stato da reinventare per me.

Ma è adesso col 4 maggio alle porte, che davvero dovrò entrare nei panni di una “vita” da reinventare. Era ancora inverno e mi hanno rinchiusa con regole e comportamenti restrittivi a casa e adesso, è già primavera avanzata, e quasi mi sento catapultata in una nuova dimensione e in un nuovo sistema solare. Un mondo diverso di cui dovrò abbracciare gli usi e i costumi che non mi sono per niente famigliari. Ho come il sospetto di essere stata ibernata, messa in una astronave e tenuta in orbita per anni e anni, in viaggio verso un nuovo pianeta, verso una nuova forma del vivere, perché il mio precedente mondo era giunto all’ implosione.

Forse questa vita davanti sarà anche peggiore della precedente, ma qualunque cosa possa essere, devo impegnarmi al meglio, devo imparare tutto da capo, un “a capo” molto, molto… vicino all’incredulo.

Pensieri attorcigliati, un po’ annodati stretti, che sconfinano un po’ nella paura dell’ignoto e dell’invisibile nemico . Pensieri, punto.

A domani .

Suoni d’Africa fra fiati, rivoluzioni e diritti umani

Fela Kuti, anche noto con lo pseudonimo The Black President è stato un grande contestatore socialista, musicista e attivista per i diritti umani del popolo nigeriano ( la sua terra d’origine). Dobbiamo a lui la nascita di un nuovo sound musicale ed esattamente l’afrobeat. Un musicista fra i più influenti artisti africani del ventesimo secolo .

Nato nel 1938 ci ha lasciati il 2 agosto del 1997. Si era malato di AIDS. Lascia una grande storia musicale che non ha eguali oggi in quel periodo turbolento e discriminatorio in terra africana negli anni 60/70.

Ora:

semplicemente dovreste mettervi buoni buoni seduti ed iniziare ad ascoltare ritmi, calore, in tanto, tanto estro, ragione e rivoluzione fra percussioni e immagini africane

A poi.

Il lavoro e il suo valore. Un diritto.

È venerdì 1 maggio 2020, ed è la Festa dei Lavoratori. Una ricorrenza che per la prima volta è totalmente stravolta per via dell’emergenza Coronavirus, oggi presente nella nostra vita. A pochi giorni dall’avvio ufficiale della Fase 2 in Italia, questa ricorrenza per molti lavoratori rappresenta un tasto dolente, dal momento che la crisi economica avvolge il nostro Paese, soprattutto a causa delle necessarie chiusure disposte dal governo per far fronte all’emergenza sanitaria, e che inevitabilmente, hanno purtroppo inciso anche sulla nostra economia. Oggi in un modo molto più accorato, si riscopre il vero “valore” del lavoro, ma soprattutto di quel lavoro da poter svolgere con serenità e “sicurezza” Una sicurezza che se prima veniva non sempre presa in seria considerazione, (e ben ricordiamo quante morti bianche abbiamo contato negli ultimi anni per incuria e irresponsabilità di chi un lavoro offriva…), oggi diventa maggiormente necessaria. Mi capita di pensare in questo giorno, che al momento purtroppo non possono essere del tutto garantite, “lavoro e sicurezza”.

Sfumano… tutte le iniziative che per tradizione sono legate a questa ricorrenza, ma non sfumano e non sfumeranno mai, lo scambio di auguri fra lavoratori, in questo importante giorno, rafforzato dalla voglia di ricominciare, e con maggiore determinazione. 🙏

Buon 1’ maggio.