Without You I’m Nothing – Placebo

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Musica…

Nel 1998 il mondo della musica assiste al dominio del Nu Metal. Ma nella scena alternative, invece, è il momento della verità per i Placebo, chiamati quasi d’obbligo a pubblicare l’opera che dovrà (e dovrà per forza), definire la loro identità, dopo un esordio interessante ma ancora privo di carattere.

Lo scenario è fertile, e grazie ad MTV che facilita la grande diffusione del videoclip del loro brano “Pure Morning,” ( facente parte del nuovo album, il secondo, dal titolo “Without You I’m Nothing“), permette a Brian Molko leader dei Placebo, di uscire dagli altoparlanti di milioni di televisori in tutta Europa, conquistandosi così, un ruolo da protagonisti indiscussi come band nel mondo del rock intorno alla fine degli anni 90.

Without You I’m Nothing è un secondo album studio molto particolare, che ha permesso ai Placebo, non solo di dimostrare al mondo di essere una band carica di necessità incontrollabile nel volersi esprimersi al mondo, ma anche una band con tutte le carte giuste sul tavolo, per iniziare senza alcun dubbio a costruire davvero una solida carriera. Il capitolo più importante della discografia del gruppo inglese si colloca a metà strada tra l’alt-rock e il neo-glam, movimento nel quale la band si inserisce con grande personalità grazie alla prestigiosa, (e senza prezzo), collaborazione con il Duca Bianco, il grande David Bowie.

Lo stile inconfondibile del Duca e la sua voce, riusciranno in quell’anno, ad impreziosire una splendida versione del brano che darà anche il titolo al disco dei Placebo. Ecco vela in un live del 1999.

Ma oltre a questo prestigio, in Without You I’m Nothing riescono a coesistere, sia le intuizioni pop, tanto care in quel tempo ad MTV… con il brano Every Me Every You, che le sfuriate di natura punk, con Brick Shithouse , ma anche con le struggenti ballate melanconiche che si evidenziano nel brano My Sweet Prince, che alla fine, si sa, sono l’abito più dark che aderisce come una seconda pelle all’anima dei Placebo tutti. L’intero album porta dentro di se molti riferimenti sessuali tra cui anche una forma di ambiguità, che trasuda con naturalezza praticamente in ogni brano, fra un susseguirsi di forti inquietudini dei suoi stessi autori.

A ottobre saranno 22 anni che questo disco ancora non stanca mai di farsi ascoltare … e penso mai stancherà.

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