Di speciale…

Per lasciarmi scivolare questo tempo di clausura, che spero tanto, porti me, porti tutti, in un tempo nuovo migliore e di buona novella.

Ho come la sensazione di dover davvero lasciare tutto di me e di quel che sono stata fino a qualche settimana fa dietro le spalle, di dover raccogliere forza e coraggio e quel che mi è rimasto accanto, per intraprendere una nuova vita.

Niente…

sarà più come prima.

Questo l’ho capito.

Lo abbiamo capito tutti.

Tutti.

Un buon sonno … A domani.

Attenzione!

Python Lee Jackson, una rock band australiana attiva dal 1965 al 1968, prima di un breve soggiorno nel Regno Unito. Il successo più famoso del gruppo è stato “In a Broken Dream”, con Rod Stewart come cantante ospite

Vi metto il testo!

“In a Broken Dream”

Every day I spend my time
Drinkin’ wine, feelin’ fine
Waitin’ here to find the sign
That I can understand
Yes I am.
In the days between the hours
Ivory towers, bloody flowers
Push their heads in to the air
I don’t care if I ever know
There I go
Don’t push your love too far
Your wounds won’t leave a scar
Right now is where you are
In a broken dream
Did someone bow their head ?
Did someone break the bread ?
Good people are in bed
Before nine o’clock.
On the pad before my eyes
Paper cries, tellin’ lies
The promises you gave
From the grave of a broken heart
Hmm
Every day I spend my time
Drinkin’ wine, feelin’ fine
Waitin’ here to find the sign
That I can understand
Yes I am. Oh.
I sit here in my lonely room
Don’t push your love too far
You know your wounds won’t even leave a scar
Right now is where you are
In a broken dream
And don’t you forget what I say
Hoo, hoo

Ah, “tagliatella” terrona.

#iorestoacasa

Mi sono cimentata nell’arte della pasta fatta in casa. Ci voleva sto virus del menga, per darmi una bella scrollatina cavolo!

Terrona perché è senza uova ! Acqua, farina, manico di scopa di legno tagliato a misura … ( il matterello non si usa, manco esisteva ai tempi di mia nonna!!!)

Lo “scanaturi” per impastare, spianare arrotolare e tagliare! 🤣scanaturi = nativo della Sicilia: scanatore in legno di abete costruito artigianalmente.!!! Questo arriva dalle mani sante del mio amato papà. 🙏

Buongiorno martedì 31 marzo

Non ho potuto esimermi da una visita …

Non ho mai, mai visto la mia città così, nemmeno ad agosto.

La mia Porta Venezia… che si apre ad una delle vie dello shopping… Corso Buenos Aires…

Se da una parte sono felice perché questo deserto forzato aiuta noi ad allontanare il contagio da Coronavirus… dall’altra parte mi si stringe il cuore perché è un deserto che la mia città non ha mai vissuto.

C’è una canzone che posso far adattare ad un momento simile. Il mio ricordo per questa canzone, è legato ad un breve viaggio in treno sulla pensilina in ottima compagnia… la cantavamo insieme e forse eravamo felici davvero. Direzione Monza!

Ho divagato, come sempre del resto… la canzone è del 1969. Equipe84 “tutta mia la città”

Tutta mia la città 
Un deserto che (NON) conosco

 

Vittorio…🧡 si tu mi senti???

#iorestoacasa

A volte,

mi domando in questi giorni che passano,

che volano via senza infamia e senza lode,

ma che quasi mi stanno insegnando a non farmi più troppe seghe mentali, sul futuro dell’essere umano, sul cosa cambierà…

cosa mai avresti pensato, scritto e poi cantato tu,

si tu compagno di musica a manetta, di giornate strane e di pensiero fuori dagli schemi. Ogni tanto ti penso, ti cerco, ti trovo, ti ascolto e poi sospiro cercando un valido perché, per la tua irreversibile scomparsa da questo mondo.

Vittorio… “Cranio Randagio”, se ci fossi stato, in questo casino mondiale. Chissà 😫

Peccato… son convinta che avresti dato un po’ più di sale al mondo!

Vi lascio così , con lui, con un brano che mi piace un sacco… e che lascia un po’ pensare al nostro oggi.

A domani !

Il testo.

“Ora sanno come è fatto il mio sorriso

Quanti solchi c’ho sul viso

Dai palchi che ho scalfito

I colpi che ho attutito

Tutto il primo rito e no frà

Tutt’altro che ripulito

Sputando ciò che non ho digerito

Come fa con un un didgeridoo un aborigeno

E cazzo, mi son fatto grande

Come non credevo davvero

Adesso alle macchine c’ho un gigante

Mi sento un pochino leggero

Ma il peso di questi che parlano

Tu sappilo che ti fa tagli in petto

E ti ritrovi solo con un caricatore

Puntato in fronte da un palinsesto

Fa che parlino pure

Mi restano sotto mentre valico dune

Io che per ‘sto posto ho lottato per lune

Scalato le alture più irte per toccare il cielo

Le vedi le stelle che segnano il nostro sentiero

La strumentale è il destriero

Le mie parole il guerriero

E dicono che

Le ossa doloranti da questa mattina

Dopo l’operazione di un po’ di anni fa

Il grigio si allontana dalla mia cucina

E questa nuova luce so che mi dirà

Che il clima cambierà

Il clima cambierà

Il clima cambierà

La mia gente lo sa

Che il clima cambierà

Il clima cambierà

Il clima cambierà

Il clima cambierà

Il clima cambierà

Il clima cambierà

Il clima cambierà

La mia gente lo sa

Che il clima cambierà

Il clima cambierà

Il clima cambierà

Mi nascondevo come teste di tartaruga

Testuggine

Investe sotto la luna

Distruggermi

Testavo cure che non erano cure

Provocando lacune che c’ho in testa e ruderi

Mi piaceva illudermi

Fosse tutto un gioco

Come fanno i bimbi in momenti ludici

(Noi) mai un momento lucidi

E credi per davvero che ne faccia un vanto

Quando per restare intero mi reggevano in quattro

Folgorato verso casa come per Damasco

Come per San Paolo

Ma tutto fuorché santo

Ero cieco ma adesso vedo

Sto con la mia gente su ‘sto treno

Ci davano per deportati ma gli ho dirottato i piani

Ora per gli schiavi sono un condottiero

Fratelli di una vita se ne vanno prima

Per quanto lo sapessi quanto male fa

Io non c’ho soluzioni ma c’ho una matita

Ogni volta che scrivo so che griderà

Che il clima cambierà

Il clima cambierà

Il clima cambierà

La mia gente lo sa

Che il clima cambierà

Il clima cambierà

Il clima cambierà

Il clima cambierà

Il clima cambierà

Il clima cambierà

Il clima cambierà

La mia gente lo sa

Che il clima cambierà

Il clima cambierà

Il clima cambierà

E tu dai sempre di più

Anche se cadono i muri

Prendi i mattoni, rimettili su

Crescono fiori anche nelle paludi

Quando nel vento non senti più niente

È lì che ti presto lo stereo

Perché ‘sta musica è un siero potente

Scaccia i fantasmi e riporta il sereno”

🧡