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Immagazzino i pensieri come un mantra sacro e propositivo. Non sono spaventata, nemmeno sento le vene delle tempie pulsare per un’attacco di panico. Il fiato ha un ritmo regolare. Resto vigile ma razionale. Non mi lascio condizionare da psicosi assassine. Seguo le regole che mi hanno impartito, e attendo che la scienza faccia il suo percorso. Così come la chimica la sua formula risolutiva. A volte mi convinco che sia stata attivata l’undicesima piaga … di quelle 10 antiche, e funeste che il Vecchio Testamento ha ben segnate in calce dell’origine del tempo Cristiano e di altri credo. A volte penso ad un nuovo Diluvio Universale e a volte mi convinco che sia un messaggio di chiaro “ammonimento” ancora, per tutta l’umanità pensante, perché cambi, e diventi davvero “umana” come era stata all’origine del tutto, e del niente.

In ogni caso buona serata.

L’angolo della nostalgia…

Molti di voi sapranno che il genere Heavy Metal è nato all’inizio degli anni ’70, come evoluzione dell’hard rock. Ha raggiunto il massimo della popolarità negli anni 80, e finché ci saranno persone come me che amano questo genere di musica, sarà sempre vivo e pieno di vita anche se il tempo ha fatto diramare l’heavy in decine di sottogeneri.

I suoi temi, sono tutt’altro che romantici. Spesso descrivono atteggiamenti e comportamenti contrari, rispetto alla comune logica, o azione di una società. Spesso arriva anche a toccare picchi di totale alienazione dalla realtà. Non a caso, le band heavy metal agiscono spesso in una sorta di limbo fantasy, tra satana, guerra ed esoterismo.

Ma i miei ricordi, oggi attraversano vie… legate al romanticismo!

Era il lontano 1991 avevo un figlio di un anno poco più o poco meno, e io già ero in balia dell’onda emotiva di loro… i Motörhead.

Ascoltavo persa, trascinata dalla voce rauca, potente, graffiante di Lemmy Kilmister “Love Me Forever” che si trovava all’interno del nono album, intitolato “1916″

Quella canzone mi entrò nel cuore, appassionandomi per le parole potenti del testo, ma soprattutto per l’arrangiamento musicale consistente, denso, e allo stesso tempo maledettamente spacca cuore.

Rigorosamente live!

Buona… Notteh!

Provo un grande senso di perdita d’identità, quando rientro da una serata un po’ fuori dalle righe,quando la Falanghina va via a fiumi ( 3 bottiglie in due), il cibo squisito ma difficoltoso per me, e la strada del rientro da Zona Venezia è fatta un po’ zigzagando per stemperare la testa accaldata.

Mi sento strana… ma sono a casa… credo.

Mi sento addosso uno scambio temporaneo di identità. Un cetaceo di pietra mi perseguita… oddio che fine ha fatto la mia logica imperturbabile…

Mi sento un CETACEO cavolo!

L’effetto loop è come sto nella mia testa. Credo. Ahhhhhhhh che ronziiii… buona notte! ( se trovo il mio lettone)😱