La cura.

Con la morte inaspettata di mio padre il 20 agosto, mi sono ritrovata sola ad affrontare un oceano emotivo in tempesta. Pensavo di impazzire dietro a moltitudini di brusii e fruscii nella mia testa. Ho scoperto dopo un po’ di tempo di aver contratto “l’acufene“… un disturbo auditivo che può assomigliare ad un sibilo, ad un tonfo sordo continuo, ognuno di noi che ne soffre lo percepisce diverso. Puoi avere anche forme, che ne destabilizzano l’equilibrio e altre che creano una strana pressione craniale, soprattutto di mattino appena svegli che arrivi ad immaginare che il cervello ti scoppi dentro perché troppo compresso dall’osso. Non esistono cure, devi imparare a conviverci. La sonorità che percepisco io è ancora oggi accettabile. Il mio cervello deve aver memorizzato il richiamo dei passeri al risveglio o al tramonto perché è con loro che convivo. Molto deve aver contribuito il muro di rampicanti in cortile visto che ogni anno moltissimi passeri di città fanno nido e ci abitano. Sempre meglio del fischio di un treno, di un allarme in lontananza, o del vento che soffia. Ho scoperto che tantissime persone soffrono di questo disturbo ma non mi consola, al massimo mi fa sentire meno sola. Una delle cure per imparare ad “ignorare” il fastidio è proprio la Musica. E se la Musica è vita per me… adesso mi è diventata “indispensabile” per attenuare quegli sfrigolii, soprattutto quando il buio della notte avvolge tutto e il mio cervello sa, che i passeri non cantano.

GRAZIE Musica… perché rendi la mia esistenza meno in sofferenza. 🧡

“Nessun estremismo sonoro… un po’ più di positivismo, un po’ di new wave, e pop, rock, indie, funky… romanticismo con i suoi aloni e tanta sana leggerezza. Un album diverso, eclettico, frutto del cambiamento concettuale ( per necessità ) della band …”