Una storia importante, storia d’amore, storia di guerra.

il 29 novembre 1864, alcune truppe della milizia del Colorado, comandate dal colonnello John Chivington, attaccarono un villaggio di Cheyenne e Arapaho situato vicino al fiume Big Sandy Creek, massacrando molte donne e bambini;

De André mette in musica la storia con un linguaggio innocente e quasi surreale come se a raccontare fosse un bambino, sopravvissuto al massacro , che crede che tutto ciò che ha visto, in realtà sia stato soltanto un sogno…

A domani


Attenzione!

Vi consiglio l’ascolto anche nella versione di Massimo Bubola💖

Cambio vita, zona, testa.

Mi si è chiusa… si proprio chiusa, tempo fa, una porta di fattura antica, e ho sofferto, come può soffrire un umano quando perde una vita cara, restando alla mercé dei ricordi. Ma oggi dopo un lungo girovagare, io posseggo le chiavi di questo portone bello e imponente. Dietro questo portone, c’è la nuova casa del mio cuore. Ancora qualche giorno per dipingere le pareti della stanza da giorno, sistemare qualche oggetto che porto dietro, con orgoglio e serenità e sarò finalmente pronta per aprire . Se qualche anno fa me lo avessero detto… da scettica e beffarda quale ero avrei risposto … ” ma tu sei tutto fuori!!!”🤗

Voglia di comunicare…

Il mondo cambia, cambiano le cose intorno, cambio anche io, e cambia perfino chi si è prefissato essere unico detentore della verità.

Ora non chiedetemi perché ogni tanto tiro fuori sparate simili, perché nemmeno io sono in grado di capirci qualcosa di me.

Mi si attorcigliano pensieri, mi si squilibrano parole, creo attimi che non hanno un senso nemmeno con le virgole al punto giusto. Ma li creo nella mia testa, e non posso fare altro se non buttarli giù, a discapito degli incauti che le affrontano a denti stretti e pugni chiusi.

Va così. Un po’ si, un po’ no.

Un po’ sulle alte vette, un po’ giù nel precipizio.

Un po’ col sorriso, un po’ col grugno.

Un po’ con l’aria piena di fierezza, un po’ col fare da vigliacca.

O con quella ferocia ardente, a svantaggio di quel briciolo d’umanità presente che ancora per poco mi preservo.

Amen. Vado!

Ritornare alla realtà

Sarà anche stato esilarante e costruttivo viaggiare con la scopa magica, entrare a fatica in comignoli di latta e lucernari troppo stretti per elargire gli ultimi regali delle feste ma…è tempo di fermarmi. Ed è meglio scendere sulla terra posando ben bene i piedi per terra per ammirare con occhi limpidi il nuovo giorno. Befana capo… ti ringrazio ma, se proprio devo, ne riparleremo nel 2021 se il ciel m’assiste!

È l’ultima giornata di cinepanettoni natalizi , l’ultima da tavola imbandita, l’ultima da alberi pieni di luci scintillanti… di strenne natalizie e luminarie incantate. Da domani inizia davvero un giorno nuovo e tutto da vivere guadando avanti. E mi auguro sia un anno clemente, un anno un po’ più baciato dalla buona sorte. Vi auguro una buona epifania, non strigliate troppo i Re Magi che non l’hanno fatto apposta se i loro doni son stati più scarsi del solito. Fra tasse e pedaggi vari, metà se li son lasciati alle spalle, e mogi mogi se ne andranno a testa bassa. Zucchero filato nero, lo adoro tanto e conosco un posticino in centro, dove lo fanno come una volta: con calma, tanto amore e un pizzico di sana pazienza. Vado! 🧡

Musica… sempre! Ahhhh questa non ve la risparmio proprio! Si chiude in bellezza! 🤗

Attenzione!

Joy to the World è un celebre  canto natalizio tradizionale composto nel 1719da Isaac Watts di inni inglesi che riadattò un Salmo su Re Davide (Salmo  97 e 98). La melodia è basata sul “Messia” del compositore tedesco  Georg Friedrich Händel poi arrangiata  nel 1836 da Lowell Mason. Mica robetta da poco eh! E Sufjan Stevens la va rivivere nella sua superba e indiscutibile maniera… 🧡