“DANCING BAREFOOT” – DANZANDO A PIEDI NUDI

Lasciarmi senza più fiato osservandoti dall’infinito

prendendo da te tutto quel che di poco resta

Sconvolgere il girone della perdizione eterna

con quel senso di sbandamento impetuoso

e poi svoltare lo sguardo stanco

Dove mettermi, dove non vuoi arrivare mai?

E col cuore solo, non esserci più .

🙂

fonte di quanto postato qui sotto:

https://comeunkillersottoilsole.blogspot.com

…Dancing Barefoot e, a dispetto dalla  caratura non eccelsa del disco in cui è contenuta, è una delle vette poetiche più alte raggiunte dalla rocker di Chicago. La canzone parla d’amore, ma nella sua accezione più assoluta. Amore fra uomo e donna, ma anche amore per il prossimo, per il genere umano, per il Creato ( “Oh God I Fell For You” è la chiosa del testo ). Dancing Barefoot canta l’estasi mistica, quella che induce ballare a piedi nudi, nella consapevolezza gioiosa che l’amore è donarsi completamente, con gratuità, ai propri affetti, siano questi privati o universalizzati ( Dio e la Natura ). Non è un caso che nelle note di copertina del disco compaia la foto di Papa Luciani e la frase “ La musica è riconciliazione con Dio “. 
Eppure, nonostante il messaggio carico di implicazioni anche mistiche, Patti Smith, che è un artista a tutto tondo, scrisse questa canzone ispirandosi a una storia tragica, quella dell’amore fra il pittore italiano Amedeo Modigliani e la pittrice francese, Jeanne Hébuterne. I due si conobbero nel 1917, quando lui era già un pittore affermato  e lei, invece, una pittrice in erba poco più che maggiorenne. Il loro, fin da subito, fu un amore travolgente, senza riserve, così totalizzante che da quel momento Jeanne diventò pressochè l’unica musa artistica del genio livornese. Il quale, come spesso accade ai geni, conduceva una vita sregolata e sempre al limite, incapace di gestire, senza farsi travolgere, un trasporto artistico incompatibile con i ritmi cadenzati della quotidianità. Fu una meningite tubercolotica a condannare Modigliani che, già minato nella salute dai continui eccessi alcolici, morì all’alba del 24 gennaio 1920, all’età di soli trentacinque anni. La Hébuterne, che era al nono mese di gravidanza, restò a fianco del marito fino all’ultimo. Il giorno dopo, in preda a una disperazione inconsolabile, aprì la finestra dell’appartamento dei genitori, dove era stata ospitata, e si gettò nel vuoto. Morì sul colpo insieme alla creatura che portava in grembo. Ora Amedeo e Jeanne riposano, uno a fianco all’altra, nel cimitero parigino di Pere Lachaise, mentre la loro triste storia d’amore vive per sempre nelle note di Dancing Barefoot.

 
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