Elucubrazioni annodate dal vagone gelido

E mentre il regionale mi riporta a casa, sto avvolta stretta nel mio montgomeri vintage, cappello e sciarpa ben affondati, perché il freddo che provo nel vagone è più insopportabile dell’attesa fatta alla stazione. Sarà, ma la neve è tanto fredda al tatto lo so ma quanto invece riesce ad avvolgerti e tenerti al caldo comunque, rimane per me un mistero. Sto vagone invece è una cella frigorifera!

Ho superato Erba e tra un po’ lascerò dietro le mie spalle le montagne spolverate di bianco.

Ascolto musica, come sempre, privandomi volutamente dei brusii della poca gente all’interno del vagone. Poche persone, soprattutto anziani, qualche straniero e due dipendenti della Nord. Nel dondolare sul treno mi vengono incontro pensieri strani. Penso alle occasioni mancate, ai momenti in cui avrei potuto e ho invece rinunciato. Penso ad un viaggio a Parigi mai fatto e penso al Natale che sta arrivando. Penso… penso…

Ma… Quando la pianterò di pensare… mi dico come se mi volessi scrollare di dosso ogni responsabilità del farlo! Quando la smetterò davvero, provando magari a sognare un po’ ?

Vi lascio così, ho le dita gelate, e non le sento più. Vi lascio col treno prossimo ad una nuova fermata, promettendomi però di contare quanta gente sale e scende, tanto per allontanare i pensieri.

Buona serata a voi🧡.