Stancamente fra pensieri.

La giornata è andata, ancora qualche ora e buona parte di noi si fermerà per riposare, per poi svegliarsi seppure un po’ stropicciati, (se così sarà) al nuovo giorno sperando sempre che possa regalarci magari, solo un po’ più clemenza, per ognuno di noi. A volte mi sorprendo di quanto siano delicate, accorate, le mie confessioni in questo luogo.

Paiono a volte giungere direttamente dal cuore… ed è così. 🙂

Mi guardo intorno, vedo mezza Italia sommersa dall’acqua e dal tempo crudele e penso a Venezia e ad un patrimonio in pericolo. Ogni zona di questo stivale è flagellata da intemperie. Penso a chi non ha casa, chi l’ha persa per un movimento tellurico, una piena, o per fame di lavoro . Vedo intorno un‘umanità messa quasi in ginocchio, ferita, ma non arrendevole . E percepisco tutto il peso della storia e degli elementi naturali, che mi investono come fossero semplici metafore dell’esistenza odierna. Ascolto in giro parole profonde che indagano una ideale carta geografica dell’animo umano, combattute fra l’attaccamento alla terra, al suo mistero, e la ricerca di un oltre, e una spiritualità che si riflette alla fine istintivamente in ognuno di noi, che a fatica andiamo avanti. E in momenti così drammatici ad essa ci ancoriamo più forte.

E tutto questo mio osservare, pensare, riflettere, alla fine mi appare nella mente, come un quadro comunque incantevole, ma anche rapsodico e drammatico al tempo stesso.

Ma che dire ancora…

Lascio dire alla mia amata Musica…

Un po’ come se fosse a distanza, come se fosse una cima innevata…🤗

A domani…🧡