Chiudi gli occhi e ascoltati…

La penombra ha già ammantato la città e tra poco, pochissimo, il buio prenderà il sopravvento su tutto intorno. La città è variegata di luci miste ma penso alla campagna, dove tutto sembrerà già nero come la notte e avvolto da una leggera foschia. Si inizia a camminare nel viale dove ogni cosa si spoglia o si addormenta. Provo una leggera malinconia del tempo fatto di luce naturale a tarda ora, e il calore intorno. Ma i cicli della vita, che silenziosa cambia continuamente, non si possono fermare. Metto sulle spalle qualcosa di leggero ancora, ma che mi copra dall’umido che sento intorno. Esco … io e il peloso sempre. Devo camminare avanti. Dico a me stessa guardando la mia via, un sonoro “Ma Piantala”! Basta, io non c’è la faccio più ad assecondare questi moti di stizza che mi portano a voltarmi sempre più volte indietro. La morte di mio padre mi ha indebolita… e cedo spesso al pensiero del , “chissà come sarebbe andata se…” Basta! Me lo ripeto mille volte, smettila di razzolare ancora nell’aia vuota! Non c’è più nulla! Esci e vattene via il più lontano possibile. Sparisci, cambia tutto perfino la pelle, e ricomincia da capo un nuovo disegno di vita!”

Il permettere al mio cuore di far sempre da padrone dei miei sogni andati, mi distrugge. Sono esausta. Esaurita, frustrata. Non è un sano vivere. Io non ne faccio di conclusioni, o di promesse scritte, non le seguirei, sono pessima consigliera di me stessa perché se mi ascoltassi, oggi sarei da tutt’altra parte , senza la benché minima prova del passaggio di un fuoco inceneritore, in quel tempo da tanto andato via . Non ho mai cancellato (seppur l’abbia fatto credere), quel numero di telefono, da quando l’ho avuto… la prima volta anni fa, ora l’ho fatto. È un buon inizio.

Un pezzo di vita sfumato

Da tempo non passavo di qua…

Buona parte della mia gioventù l’ho passata anche in questo luogo. Devo dire che ci sono rimasta di stucco. Stanno abbattendo tutto per farci un nuovo comprensorio … in quel grosso albergo ci son passati calciatori e politici … e ora tutto sarà solo un ricordo …

E frammenti di me son sepolti anche fra quelle macerie che se ne andranno in qualche capiente discarica…

Ci sono canzoni che lasciano segni … e ricordi che comunque vada… mai sbiadiranno …

El Guapo – Super​/​System (2002) (subliminal message)

  • Premessa: “sono irraggiungibile, al pari della neve che perde consistenza a contatto con l’acqua che scorre.”🙂
  • Il disappunto, il dispiacere che provo dopo essermi imbattuta in una immagine in rete, un paio di giorni addietro, di una guapponeria beffarda da farmi pensare che non c’è mai limite nell’infierire su di me ancora con cattiveria e gratuitamente creandomi imbarazzo . “Delirante e Glaciale” il mio commento. Che tristezza… ancora.
  • Tanto per farvi comprendere meglio il mio disappunto, dispiacere, vi posto un gruppo che ha fatta del caos musicale… (intendo la composizione), la sua icona. Mi spiego meglio … “Super/system” nome dell’album del 2002, che vi lascio qui, conia un rock che e’ tanto delirante quanto glaciale, un accostamento relativamente inedito nella storia del genere. 

    Sappiate infine che “I Supersystem erano anche una band di Washington, descritta come un mix di musica rock, punk, pop e dance.

    Originariamente “El Guapo”, il gruppo ha alla fine cambiato il nome dopo aver aggiunto un nuovo batterista, ma soprattutto per una  generale antipatia per il nome originale. El Guapo … appunto!

    Ora:

    Guapo de mi corazón… ( visto che lo spagnolo lo mastichi meglio dell’italiano), c’è un limite nel tuo volerti mostrare più beffardo di sempre???

    Volevi farti notare? Ci sei riuscito, quindi??

    Ohhhh … ma smetti di fare lo sciocco! “La famiglia prima di tutto”.

    Ho imparato da te.

    Per favore…

    E se fosse solo il frutto della mia immaginazione… tanto peggio per me, perché significa solo che mi sto dando un’importanza bislacca. Però purtroppo, con te tutto può succedere.

    Amici di WordPress, cercate di scusare il mio sfogo ma é di dovere … più per me, anche se ormai disappunto e dispiacere a me non fan più sconti.

    Ora però Deliziatevi… i padiglioni e… abbiate fede . Questo album è comunque qualcosa di… unico, e almeno una volta nella vita bisogna andare a sbatterci. Io le volte che ci ho sbattuto, non le ho più contate, e ancora sbatto.🤫

    lunedì corre e avanza!!🧡

    Brunori sas

    Ho incontrato Dario per caso in corso Magenta … come canta è, come si pone alla società è, come scrive le sue emozioni è … per me è sempre stato un po’ irraggiungibile … dopo questo breve incontro rubato al caso, di lui ne apprezzo chiarezza e umiltà.

    Al di là dell’amore