Il “non” mi cambia la vita. Ma é giusto così 🙂

Quando cammini, sotto il sole o la pioggia, sai che comunque da qualche parte dovrai pur arrivare. Che sia un muro o una porta, per scoprirlo ci devi arrivare e… da sola. Un muro forse lo butti giù con la forza delle sole mani, e la costanza del tuo crederci. Una porta forse la puoi trovare non chiusa a chiave, e sarà facile capire cosa si cela dietro… e magari ti auguri sia proprio il sorriso della tua vita. Ma se è chiusa e sprangata… hai comunque una possibilità. Bussi, tiri calci, urli e magari arrivi a spaccarti la spalla per arrivare ad indebolire almeno le cerniere…

Domani saranno due mesi che mio padre è morto e tutto il dolore che sento dentro di me, alla fine non è solo legato a mio padre che è perito quel maledetto 20 agosto. È quel muro che ho trovato davanti a me nel mio giungere alla fine della strada, che mi fa abbassare il capo e stringere i pugni, in senso di totale sconfitta. Io il muro, quel muro che vedo davanti agli occhi miei, non lo posso abbattere davvero. È un muro di silenzi, di omertà, di rancore, e di tutti quegli inutili miei “io ci credo” che mi hanno sfiancata, svuotata d’ogni forza di volontà . Voglio almeno tentare di attenuare il dolore che sento . Cosa ho d’altro da perdere… Se dovessi scrivere il mio epitaffio, io lo scriverei così : “Ho vissuto, per come sono stata capace. Ho dato, senza niente chiedere in cambio. Ho amato, e sono stata amata. Ho perso due uomini importanti. Uno non tornerà “mai” .Uno non tornerà “PerSempre” Cate”

Sono stanca… Mi viene in mente una canzone di un grande gruppo … i “The Brian Jonestown Massacre“, che non cito… e francamente mi avrebbe fatto sorridere se ci fosse stato un “non” davanti alla loro ultima frase. Ma la vita è anche questa, incassare i colpi duri e sorridere comunque, sempre, per attenuare il dolore.

Per questo alla fine io ho scelto il caro Neil… sa essere di buon auspicio, per me .