Tra il cuore e la mente, e…

Dal mio ex marito, che ringrazio vivamente, ho avuto in regalo tutto il suo armamentario stereo Vintage, e un migliaio di vinile fra 33 e 45 giri. Sa che amo la musica e che ci tenevo ad averli io, una volta messo in condizione di svuotare casa dei genitori ormai scomparsi. Ho sempre mirato al suo bagaglio discografico e di diffusione lo ammetto, perché non c’è molta differenza in fatto di gusti musicali fra noi, solo che io ho iniziato ad apprezzare Young, Dylan, Rolling Stone, etc etc da un nove anni a questa parte, mentre lui se li è persi strada facendo ( ho la casa invasa da vinili che non hanno età adesso!!).

E così dopo aver fatto revisionare da un tecnico del mestiere tutto il meccanismo che diffonde musica… fra annessi altoparlanti o casse rivestite in legno, giradischi e amplificatore Sansui 9900 ( e tutti rigorosamente acquistati a Londra, in un tempo in cui Londra sembrava irraggiungibile per molti), anche io adesso posso dire che ho raggiunto il mio “paradiso” musicale personale in casa. Acquisito, vero…ma lo sento comunque mio, oltre ad averlo meritato.

Non me ne vanto! Mi sento solamente lusingata e privilegiata per tanta eredità musicale che non ha prezzo !

Vi faccio un esempio. Ascoltare l’album degli Emerson Lake & Palmer “Trilogy” rigorosamente rock progressive in vinile… è come fluttuare nell’aria tiepida e profumata di tigli dopo un acquazzone estivo. Non vi dico i Led Zeppelin e il loro “House Of The Holy”… blues/Hard rock.., no non ve lo dico ! Me la tirò un po’ !!

Vi metto tutta la play dei Led Zeppelin perché è un album stupendo… ma soltanto uno di Trilogy… perché vi invito a cercare…

“A volte le dissonanze, discordanze musicali creano piccoli grandi capolavori.”

Led…

Emerson…

A domani!🧡

La vena

A volte penso nel mio piccolo di avere nel sangue una milionesima parte di quella naturale vena artistica che aveva mio padre. Lui riusciva a dare un’anima di vita a qualsiasi cosa inanimata sulla terra…“Un sasso rotto ora nelle mie mani … può arrivare a farmi visualizzare una … semplicemente seguendo le scanalature lasciate dalla rottura. ”

Vi lascio il libero arbitrio. Però ad una donna di Botero…. ci siamo quasi … 🤭 troppo eh???

Oggi qui ho trovato un po’ un giaciglio dove ripararmi dai miei pensieri tristi. Ora vado .

Lettera di conforto

È una di quelle giornate in cui costruisco la catena che mi lega all’apatia, anello dopo anello, con paziente devozione, saldandoli uno ad uno, imperfetti, col cannello immaginario, che si consuma fra lapilli sparsi incandescenti e luci folli e accecanti. Giornate come queste mi ricordano te mio caro papà e l’officina ferrosa, dall’odore acre di ruggine bagnata e ferro vecchio. Io non so dove sei papà, so solo che ti scorgo nei miei ricordi di bambina curiosa che rubava trucioli di ferro e acciaio dal tuo tornio, come fossero catenelle d’oro bianco. Li rubavo per far braccialetti e collanine da indossare, ma il più delle volte mi beccavi in fallo, avvertendomi che avrei potuto farmi un gran male. Male perché le mie mani erano di carne tenerla e di perla, mentre le tue erano forti, indistruttibili, nere per la polvere d’antracite e callose per lo scorrere del tempo tuo, fra il ferro e la fucina. E così me li realizzavi tu veloce, quei miei desideri di preziosi da indossare. Avevi 9 anni quando hai iniziato, nel paese da dove te ne sei andato. E io ne avevo nove quando uscivi presto la mattina, in tuta blu e la schiscetta calda e piena fra le mani, che preparava mamma ogni mattina. Dio se mi manchi in giorni piovosi come questi, e benché sia circondata da mille oggetti fatti tuoi, di ferro e acciaio, non bastano a riempire quel rimbombo assordante di vuoto che sento dentro. Mamma in solitudine ora dorme, io in solitudine ora piango.

Ti piango.

Non ti cerco,

io ti spero,

ti respiro.

E Taccio.

Ciao papà.

Bocca di leone 🦁

Forse perché per me i confini spesso non hanno frontiere. O semplicemente perché ho la voglia di spaziare in territori poco trafficati.

O magari perché quando mi sento alla deriva … mi sveglio, stropiccio gli occhi e osservo.

Sarà…

Ma oggi qui uggia perfino troppo. Nebbiolina e umido nelle ossa… sembra sempre più vicino il giorno dei Santi.

Il rientro è traumatico ma sá da fá.

Nella mente, calore stupore e qualche porcino portato via dai boschi ieri. Li abbiamo fatti controllare eh!

Per ora mi accompagno così.