Diamo colpa alla “cacio e pepe”??

Oggi mi dilettavo a guardare un po’ il contorno di umani che avevo davanti mentre aspettavo questa.

E nell’attesa mi son stampata un sorriso un po’ beffardo, perché non mi sorprende mai che certe stagioni della mente, non tramontano nemmeno se le stendi contro vento. E mi riferisco a me e ad un passato lontano a Roma.

Quel che invece ancora mi fa senso è l’inquietudine sovrana che a cicli prende l’aria, come un gelido ghiacciolo, accompagnandosi di braccio in braccio alla capacità di scappare per andare incontro alla solita banale ovvietà. “Nun ce la farai … rassegnati!… ohhh ma dici! Ce l’ho già fatta o non starei qui davanti a sti cacio&pepe !!” Ed è vero, sto una favola finalmente.

Un guizzo di pensiero !

“I vagabondi mi han detto sono un po’ così … un po’ di qua e un po’ di là. Sono come anelli di carta ciancicata, e scarpe consumate dai corti lacci malamente annodati . Vagano di luogo in luogo spesso con quell’aria da bambini mal capiti, per incontrare d’altri, quei sogni un po’ inventati, fra desideri propri, ma alla fine volontariamente affondati. Ma un azzardo di concreta stabile fermezza che proprio per natura non han in vena, ma perché insisti…”

E qui mi son bloccata il fiato e la mia mente per non formulare la solita domanda imbarazzante che alla fine risposta mai avrà. Manco la cerco !

Affondo la forchetta nel piatto e sorrido con me stessa, nuovamente cerco lo guardo complice davanti.

Però mi spiace questo vedere andar vagando sempre di un deluso e contrito, di cerchio in cerchio SpiraTaro dal sapor mentale acre, eccitato, piccante e zuccherino. Mi spiace perché ancora non si contraddice in assoluto l’infinito fuori posto di chi spesso osa, senza mai alleggerirsi prima, di quel bagaglio che dentro ha tutto, meno che la cosa più importante… Il pensiero “onesto” della mente.

Li ho finiti stra-felice dietro ad un rosso leggero laziale della casa!

Pesantucci.., ma di un boooniiii! 😆

Buona serata!