Anima dannata

Ci sono momenti in cui io riesco ad ingannare la mia mente, facendole credere che nulla è accaduto. La morte mi ha presa di spalle in agosto e strattonata duramente per farmi vedere che mio padre se l’era rubato lei. Ma a volte mi basta visualizzare un bullone buttato in un angolo per distrazione o stanchezza da lui o un disordine d’attrezzi e cianfrusaglie varie… come questi

per farmi schiaffeggiare da questa realtà fetente. E così scappo da questa visuale che immortalo qui perché io non so nemmeno a volte dove trovare il coraggio per toccare pezzi di mio padre che… se stanno in quel posto, una ragione devono avercela. “Elaborare un lutto”… ma a chi cazzo è venuta la brillante idea di inventare questo “elaborarlo” il lutto! Il lutto lo devo vivere e farci ogni giorno i conti, e se i conti non mi quadrano… sono cazzi miei perché è a me che non quadrano e nessuno può aiutarmi. Certo me lo dico ogni giorno che sopravviverò a tutto questo, ma attenzione …sottolineo , e sottolineo “sopravviverò”! Non ho menzionato il tornare a vivere. “Anima dannata” … negli ultimi tempi mio padre mi chiamava così… ma ancora adesso io non ne comprendo il perché. Papà… uff.

Meglio che Vada, o non smetterà il mio piangerti.