Dalla mail dei miei cari “Cheap Wine”

Non è facile parlare di 22 anni di Cheap Wine. 
Si rischia la retorica, l’apologia. O, al contrario, il basso profilo politicamente corretto che ad alcuni piace tanto ma che risulta ugualmente innaturale e sicuramente molto più noioso.

Terribile, il politicamente corretto. L’esatto contrario dello spirito del rock’n’roll.

Posso solo dire, senza enfasi, che da sempre suoniamo quello che ci pare.

Se mi guardo indietro, vedo una strada tutta in salita. 
Ma l’abbiamo scelta noi, quindi va bene così. 
Abbiamo fatto sempre quello che ci assomigliava. 
Abbiamo chiesto il permesso solo a noi stessi. 
Quindi, va bene così.

Il nostro “successo” personale è quello di essere riusciti a coinvolgere nella nostra musica un piccolo numero di persone che rappresenta il “nostro” pubblico e ci consente di tenere in vita la band.

Quel “piccolo numero”, per il sentire comune rappresenta invece un “insuccesso”. Proprio per la sua dimensione ridotta.
Può essere.
D’altra parte è sempre questione di punti di vista. 
La classica storia del bicchiere mezzo pieno o viceversa.

Ma non ce ne curiamo e andiamo avanti perchè questa strada ci piace.
Siamo una band di pazzi disadattati, probabilmente piuttosto scollegati dalla cosiddetta realtà. 
Da noi vince sempre il bambino che è alla perenne ricerca di quel suono, quella nota, quell’atmosfera che innesca il sogno.

Belle o brutte che siano, le nostre canzoni non sono mai state sporcate da sentimenti diversi dalla nostra passione e da logiche differenti dal nostro “stare bene”.

Vogliamo continuare a seguirlo, quel sogno.

Se questa storia vi piace e se siete pazzi anche voi, dateci una mano a proseguirla con tutta la forza possibile.

Contribuite al CROWDFUNDING per “Faces”: continuiamo insieme a cercare quella canzone.

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