“Me”lo devo, “Te”lo devo.

Prima di ogni cosa che vivrò da oggi in poi nel mio orizzonte libero.

“Ho avuto l’arduo compito nella tua vita di farti uscire dal torpore, di allontanarti dal tuo nero e dal tuo schifo. Di darti forza e coraggio, di credere in te stesso, ti ho offerto una nuova credibilità, una nuova vita, e il coraggio di camminare a testa alta. Ti ho dato col mio amore un mondo nuovo, pieno di opportunità e bellezza. ” cosa vedi dentro i miei occhi” mi dicesti davanti la stanza di un albergo a Roma . Quello che ho visto era il bisogno di sentirti unico, raro, amato. Ho visto le potenzialità oppresse, ma non ho visto me. Non mi sono mai rispecchiata nel tuo sguardo. E nonostante tutto sono sempre stata al tuo fianco. Anche quando pensavi che non ci dovevo stare.

Di tutto questo mio scrivere… una sola cosa mi darà sempre una fitta al cuore. Non sei mai stato in grado di dirmi alla fine di tutto …”Cate, mi dispiace tanto” .

E non dire mai più “devo ammettere che “qualcosa”lei mi ha dato”… io ti ho dato Tutto . E lo sai . E voglio pensare che anche tu quando volevi, lo abbia fatto.

Io non sono una fenice che rinasce dalle proprie ceneri. Io sono una donna che cammina nella sua vita non pentendosi mai per quel che ha sempre saputo dare, senza mai chiedere nulla in cambio. “

Addio Loner.

10 pensieri su ““Me”lo devo, “Te”lo devo.

  1. Peccato per quel ”Cate, mi dispiace tanto” che non c’è stato. A volte basta poco per dire tanto. Una frase che avrebbe fatto bene ad entrambi. Un abbraccio mia cara. Isabella

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  2. che voglia che hai , io non sò cosa dire di fronte a queste cose , anche se io non sono proprio un santo nel rapporto con l’altro sesso , trovo le tue parole cariche di energia , che tu saprai incanalare alla grande

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    1. La verità è che lo devo principalmente al valore che IO ho dato a tanti anni di amore incommensurabile. Poi a lui perché penso che ci abbia provato ad amarmi. Non lo nego. Mi sono trovata all’ultimo davvero in guai seri psicologicamente parlando. Per la malattia di mio figlio. A volte quando smetti di ragionare con logica hai bisogno di chi ami che ti sostenga anche quando tiri pugni e calci. Non lo ha capito. O forse non era in grado di aiutarmi. Ormai è andata. Ma rispetto a lui io sono “corretta”. Glielo devo un saluto onesto.

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