solcava la mente 2

Il sole tramonta e si nasconde sempre e le corde consumate dal tempo si muovono senza più una direzione.

Le bianche vele, sono scomparse, solo nuvole della loro stessa polvere giacciono a terra.

Un tempo un leprecauno vestito da marinaio dall’alto del suo albero maestro, osserva tutto, e rideva spensierato.

Era intento a raccogliere taciti pensieri felici dei naviganti nei mari innamorati.

Poi, per caso un giorno perse la sua moneta portafortuna, dorata, come il sole.

Con quella era solito solcare mari per conservare ogni sospiro d’amore che incontrava, ma soprattutto per non disperderlo.

Ma la fortuna non giocò più dalla sua parte, lo capì nel momento in cui uno scoglio lo sorprese nella notte arenandolo per sempre

A memoria resta lo scafo rigoglioso di buganvillee che lo circondano intenerite.

Ogni notte i lamenti di quei sospiri cantano nenie tristi in cerca del leprecauno scomparso

Provengono dallo scafo arenato in quel luogo che non è più il loro mare ma una strada deserta di polvere d’asfalto e di cemento.

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