A domani blogger❤️

Lasciò il suo paese all’età di vent’anni

con in tasca due soldi e niente di più

aveva una donna che amava da anni

lasciò anche lei per qualcosa di più

Promise a se stesso di non ritornare

al vecchio paese della sua gioventù

dove nessuno voleva sognare

i campi d’arare e niente di più

Cominciò così a fare il vagabondo

girando paesi e città

cercò la fortuna nei quartieri del mondo

dimenticando la sua povertà

Un giorno in casa di un grande poeta

trovò dei ragazzi che parlavan di pace

di colpo capì che era quella la meta

che aveva raggiunto per esser felice

Ritornò così a fare il vagabondo

girando paesi e città

voleva portare l’amore nel mondo

ma pensò al paese di molti anni fa

Senza un soldo in tasca tornò ancora verso casa

aveva capito cosa conta di più

davanti alla sua porta c’era lei che lo aspettava

tutto come prima non chiedeva di più

Entrare nelle profondità e andare oltre.

dedicato a chi mi ha dato i mezzi per spaziare nella musica.

🎶🎶🎶🎶🎶

Bisogna essere curiosi,

ma anche molto capaci.

Bisogna avere paziente amore

e tanta voglia di scoprire,

al di là del suono… 

cos’altro c’è…

“Io Esco dalla scena”

Mark Hollis…  Watershed

Evocare, esorcizzare… 

questo è un brano dell’unico album solista di  Mark Hollis, che porta semplicemente il suo nome.

Anno 1998. La sua  voce si tramuta in un sussurro, i brani sono incredibilmente sommessi. Rimane forgiato così, in questo mondo della musica  la sua ultima fatica discografica. Un addio alle scene assai  friabile, delicatissimo.  un fermo immagine di qualche attimo  lanciato da lui alla musica, prima di allontanarsi, per  dissolversi in una nebbia che non ha suono.

Vi sorprenderete,  voi che forse  di musica ne  masticate poco, chi è Mark… e non si sorprenderanno invece chi la musica la vive  come quotidiana indispensabile  realtà.

“Vedi? Ho trovato qualcosa di magnifico. Nove anni quasi ci ho impiegato ma ce l’ho fatta. Ho finito. Io Mi ritiro dalle scene. “

“It’s my life

Don’t you forget

It’s my life…

and it will end here today!”

Mi hai fatto scordare che esisto.

Ti distrai un secondo quello che pensavi di tenere, te lo portano via. (Ma ormai oggi penso che forse speravo accadesse, perché sono stata ferma a osservare, nessuna mia reazione).

Ho vissuto mesi in cui un paio di occhiali rotti sono stati un ancora di salvezza per giustificare il mio malessere comunque.

Non ho mai voluto rifarli nuovi. Li ho sempre usati, li uso, ogni volta che rimetto nel liquido le mie lenti a contatto.

Ho preferito una visuale rotta, distorta, sfuocata da mal di testa cronico e barcollamenti perché?

Per una crudele punizione che mi sono inferta? Ho preferito fare una vita da zombie piuttosto che guardare il mio orizzonte libero e sorridere. Mi sono tenuta lontano dalla vita, ho cercato di farmi pena, riuscendoci alla fine . Ti ho amato fino a distruggermi. Quasi… perché non meriti una mia lacrima il giorno della tua morte. Nemmeno dal cielo la verserò.

Una notte di travaglio… stanotte…

“…io sono una bella persona. Sono unica, non sono banale, per niente scontata. E sono di una bellezza esteriore che pochi hanno. Sono imprevedibile. Contorta contraddittoria, casinara Tiburtina .Allegra sempre, che va ai concerti e fa la matta. Sono colei che non sa contenersi alle emozioni e che non sa tirarsi indietro. Io sono quella che ride, che canta stonata, e corre a piedi nudi mentre diluvia e si infradicia e non le frega niente. Sono quella che si sporca sempre di gelato e che si unge tutta. Che mangia con le mani in ristoranti lussuosi. Quella che bacia con passione in mezzo alla folla noncurante degli sguardi inorriditi di chi passa e tira dritto. Io sono quella che palpa senza ritegno il culo dell’uomo che amo mentre mi cammina a fianco mano nella mano per strada . Sono quella che è capace di fare sesso in un vicolo buio. Io sono quella che fa l’amore senza ritegno. Che non ha pudori, che domina e lascia dominare. Sono quella che beve e che balla nelle strade di sera con il rumore del mare, o con i tram che passano. Io sono Cate … e sono vita…mi sento musica. Si… musica… musica. Musica per l’ascolto di pochi.”

È arrivato il momento di fare un paio di occhiali nuovi.