La cura.

La staticità dei tuoi movimenti assenti è la mia cura.

Mi rendo conto che non sei più il mio bisogno del mattino. Nemmeno il pensiero di te. Il primo, come tempo fa.

I miei gesti quotidiani non includono quasi più, ( seppur qualche traccia ne esiste ancora) la voglia di osservare il tuo mondo.

La musica entra ed esce da me, fluida, piena di novità e di conquiste faticate. Ora… un’assenza consolidata e radicata nelle profondità dei ricordi, respira e tace. È un’assenza che a volte fa male. A volte pesa, ma da sollievo, fa bene alla mente, e non sconquassa il cuore. Sto imparando a stare in città da sola. Una conquista.

Questo scritto mi ruba una lacrima. Dormire senza il pensiero di te… non perché sia sostituito da altro.

Semplicemente non c’è integralmente. Scivola. Rotola, poi si srotola e si disperde a tratti sul pavimento.

La staticità dei tuoi movimenti assenti è la mia cura.

15 pensieri su “La cura.

    1. Invece vorrei tanto fosse facile … buttare tutto. Bruciare tutto. Troppo dolore. Troppo incontenibile la delusione. Invece devo metabolizzare tutto. Vorrei esistesse la soluzione di una commedia americana… “se mi lasci ti cancello” un film assurdo ma anche un film che ti porta a ragionare. Alla fine devi fare i conti con la tua vita. Non puoi cancellare pezzi di un vissuto. Li devi elaborare e accettare. 🤗 lo hai mai visto? Il film!

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  1. Pingback: La cura. — TheTherapydiMusicHaePHarole – Antonella Lallo

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