Guy Littell “One of those fine days” 2017

Mi va l’idea di raccontarvelo per come mi viene, senza troppi fronzoli e senza alcun condimento.

Le mie orecchie lo ascoltano  per  la prima volta nel 2011  il cantautore Guy Littell e ne rimangono “colpite” ma non “Affascinate”   FARA’ CARRIERA  QUESTO RAGAZZO  se segue la sua onda ho pensato. Dolcezza, grinta e personalità. Il suo primo album “The Low Light and the Kitchen” non era niente di eccezionale per me  ma a me la musica, deve coinvolgere indipendentemente da chi la fa…  tutti i miei “sensi” .Voglio “sentire”  Lui non mi dispiaceva affatto.

  Lui, Guy Littell non è  il solito cantautore  ” Born in the USA” dalle sonorità “Rock/Americana” mi son detta.

Quando l’ho incontrato la seconda volta, musicalmente parlando nell’aprile del 2014 fiduciosa del primo, ho iniziato ad ascoltare il suo nuovo album “Whipping The Devil Back”  ma ho iniziato a bofonchiare un po’ .

” Un altro neilyounghiano, con la visione del “Paisley Underground “ all’orizzonte !

Non era  proprio così prima! Dove ha messo quel che di “suo” nessuno possiede?

La capacità di far musica partendo dalle viscere in primis?

Ummy!Uffi! Evvabbè, i tempi cambiano sarà cambiato anche Lui …  Vedem se si ripropone più in là con qualcosa che mi “prenda nuovamente” e che magari mi colpisca, mi coinvolga e mi paralizzi per lo stupore  stavolta !

Dopo un po’ di tempo, un annetto circa, me lo ritrovo nelle cuffie per caso, e quasi quasi mi sono pure  arrabbiata! “Ma tu vedi un po’ questo ! Tra il candore e la rabbia folle della vita, ci trovo pure aria  del  mio amato Eddy Vedder dei Pearl Jam . Par faccia balzi  tra “Ten” e “Into the Wilde” . Ecchecavolo! Toccatemi tutto ma non il mio Eddy! “Avevo  visto pure all’uscita dell’album  che quel lavoro discografico, conteneva un brano che dava non solo il  titolo  all’album, ma  l’armonica sognante e   discreta nel brano  era proprio quella  di Steve Wynn (Dream Syndacate da annotare eh!) che lo accompagnava come ospite!  Il fatto che non mi avesse “colpita” come album subito, stava diventando sempre più un fatto soggettivo,  alla fine per via di Young e di Vedder. A volte io vivo  spesso nella ricerca continua che “qualcuno” di diverso si trovi nell’aria, opsss, nel fiume della musica. Una novità? Una cosa diversa da tutto? Un nuovo artista che ha quel “tocco” in più?  Eccome… se cerco!

Non me ne voglia adesso  sul mio dire e pensare  il caro Guy Littell!

Scrivo quello che provo e che vivo quando incontro un’anima che suona e canta. Vecchia o nuova, Big o sconosciuta! Scrivo ciò che mi passa per la testa senza recriminarci sopra. Non promuovo album, tanto meno li boccio. Sono un essere che coltiva a modo suo l’amore per la Musica, che la “sente” ancora prima di scrivere “ho “ascoltato”.

Apro una parentesi.(Per me  Musica è sinonimo di “VITA” punto.

Quella Stessa “Vita” che se avesse potuto, il caro e compianto per me,  e forse per pochi intimi  “Giorgio Polato” , avrebbe sempre cantato fiero, mettendoci anima e cuore nello stesso modo con cui  scrisse..

Vita cercami, io ti troverò io ti scalderò con il mio sole… Io dentro di me, m’innamorerò di te.

Non cercatela, non esiste più, o meglio, nemmeno ha fatto in tempo a presentarsi a noi. Non esiste più nulla di quel gruppo musicale italiano  dopo la morte del suo leader. Ci han provato,  ma alla fine,  a nulla son  valsi i tentativi di riprendere in mano quel che c’era e di portarlo avanti.  Non ho ancora scritto chi erano … i DADOTRATTO. 

Le persone speciali ti cambiano la vita, e incontrare il mio “mentore” (e non ne parlerò mai più della sua viva vegeta esistenza) ha significato molto per me.

Ignaro mi ha dato il privilegio di ascoltare  e assimilare ogni parola, ogni melodia, ogni passione di quel testo, ormai introvabile, ma talmente velocemente è arrivata da me,  tanto quanto velocemente è  andata via. Ma ho il testo nella mia memoria, ogni nota  della sua musica è nella mia mente, la canto nel silenzio, la canto muta.  Ha fatto breccia in me “profana di musica” nel mio cuore, nella mia anima, e ha iniziato a nutrirmi con la sua musica,le sue strofe, fino a farmene innamorare davvero. Da essa e per essa sempre attingo. Un rinnovamento continuo, fra semplicità ed emotività, più spesso incontenibile ormai. Quella canzone quel giorno, mi ha cambiato la “Vita”  Parentesi chiusa. )

Tornando a Guy Littell, oggi, mi trovo davanti, a distanza di 3 anni   un nuovo album  e finalmente posso dire che è  davvero  più ricco, più completo e molto più  interessante, coinvolgente,  oltre che orecchiabile per me. Ma soprattutto c’è una maggiore consapevolezza del “io” dell’autore  e molta cura dei particolari.

Prima di tutto: 

Guy  Littell è  italianissimo, e lo dico con orgoglio! 

Il suo nome è “Gaetano Di Sarno”, 

è Campano DoP , di un paese della provincia di Napoli per l’esattezza… 

Ha dentro “passione”come è tipico del suo essere campano;  Oggi “sente” dentro la musica e il suo scuotere che confonde e che rianima. Oggi lui “trasmette emozioni” Con questo  terzo album di dicembre 2017 “One of those fine days”   Veste sonorità più curate. E’ come un piccolo fuoco  che piano si alimenta fino a divampare rivelandosi con  giochi di colori a volte abbaglianti, a volte tenui a volte  ombrosi dal profumo leggero ma persistente di quella veracità tipica che è parte integrante della vita di ognuno di noi

LUI è  genuino, racconta di se, delle sue paure delle sue emozioni, ma soprattutto cerca di farci “cogliere” le “nostre” di  emozioni nell’ascoltarlo, cercando di farle fluire libere, per portarci a spaziare verso un orizzonte fatto soprattutto delle nostre di emozioni.

Cliccare sul link qui sotto  please! e ascoltate

One of those fine days 

Un album auto prodotto, registrato e masterizzato tra Eboli e Marano di Napoli  Poco importa se a volte un brano mi confonde come se fosse proprio Neil Youn a cantarlo, e nemmeno mi pesa più troppo, se Eddy quasi mi  compare proprio mentre sento l’acustica impertinente,  che rincara la dose, mentre canta.

Questo album ha qualcosa in più.  La sua esperienza di vita fino ad oggi e molta personalità  Lo noto quando una batteria si impone  e batte forte e a ritmo fra una chitarra e le parole. Una batteria che  dice  “io sono, quindi esisto, e quindi batto il tempo mio” 

C’è anche una buona dose di folk;  un folk  che ricorda spesso  quei passi di danza a  ritmo continuo ma non sfiancanti. Quasi  come fossero  un canto  e una chitarra classica  che all’improvviso diventano un’anima  musicale unica.

Bella e piacevole  è la complicità tra due chitarre, l’elettrica e la classica che insieme  si accavallano,  ma mai si confondono.

Adesso è davvero un lavoro di squadra, fra testi, strumenti, e  un  sound personalizzato,  quasi perfetto dai!

E’ risaputo, l’ho scritto prima;  “un po’ mi piacevi, poi ti ho quasi  messo da parte, ma  mi hai fatto aspettare, e oggi dico che  ne è valsa la pena !”

Tra il folk  fra  sfumature di pop-rock 

vi presento un piacevolissimo e speciale  passo di danza…

 

 

 

17 pensieri su “Guy Littell “One of those fine days” 2017

    1. Stefano, ti avevo perso per strada… cavolo. Ora ti lego ! Ecco perché non leggevo più nulla dalle notifiche. Non ci stai più 😳 rimedio subito. Gaetano…. deve affinarsi … ma stavolta va molto meglio del penultimo. Per me almeno 😃 giorno a te! Tutto bene?

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  1. Buonasera.
    Mi chiamo Stefano Gallone e sono label manager di AR Recordings. Guy Littell mi ha fatto notare il suo scritto in merito alla sua figura artistica e umana, oltre che al suo ultimo disco (da lui autoprodotto e uscito sotto la nostra etichetta).
    Volevo ringraziarla per l’apprezzamento e per le belle parole spese. Equivale a enorme gioia vedere che la scelta di puntare su pochissimi ma validi e sensati artisti viene in qualche modo condivisa e apprezzata grazie soprattutto allo spessore dell’Arte che quegli stessi artisti, in sé, detengono per davvero.
    Grazie ancora.
    Un caro saluto

    Stefano Gallone
    AR Recordings Press Office

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    1. A parte un sincero grazie da parte mia per saperla qui da me Signor Gallone, Guy ha davvero la capacità di far “aprire ” le emozioni,e di farle fluire senza riserve. e lo ha dimostrato in questo suo ultimo lavoro. Fuori, per le strade, o meglio quando si cammina ai margini di un grande fiume come la musica, spesso si incontrano giovani assolutamente anonimi che hanno delle potenzialità come cantautori e musicisti al pari di alcuni “Grandi” Basta a volte che persone del settore come lei, abbiano solo il coraggio di focalizzare meglio, allungare la mano e “osare” senza stare a pensare troppo se vale la pena o no. Voi, lo fate, e questo vi fa onore e trasmette al sistema onestà, ma soprattutto credibilità. , in questo mondo discografico gestito da squali sempre di più.
      Grazie, … Cate.

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    1. sera paola, non è che “so” è che io “sento” , ascolto la musica e a parte qualche notizia di carattere pratico da cui attingo, sono quello che la musica mi dice o mi fa provare che tento di comunicare… tutto qui:-)

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    2. ho avuto una guida fisica .. lo sai , il mio “mentore” e a lui devo gratitudine in eterno.. Lui mi ha fatto ascoltare delle canzoni di un gruppo italiano che dovevano uscire a giorni tanti anni fa. Morendo il Leader si è bloccato tutto. Ho avuto la fortuna di ascoltarle tutte in anteprima tra cui una… che mi è rimasta talmente dentro che oggi è come se mi desse capacità semplici per “sentire” la musica e tanta forza per proseguire oggi più che mai che sono rimasta senza “mentore”… sembra folle Paola, ma non dico bugie, e non sono fuori di melone….

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    3. Non sembra folle affatto, e conosco altri così. Un mio carissimo amico ha la stessa, grande passione, e ogni tanto mi suggerisce artisti “di nicchia” strepitosi. Mio figlio maggiore, che da lui ha imparato molto, è altrettanto raffinato e sensibile. Di mio ci ho messo che, al posto della ninna nanna, gli cantavo i pezzi dei pink floyd 😉

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