Buona notte con “Asaf Avidan”

Conoscete Asaf Avidan?

Nooooo?

Come non lo conoscete! Il cantautore e musicista israeliano… che spazia tra folk, soul  blues, rock… il leader e mente creativa/dinamica di Asaf Avidan & the Mojos, un gruppo folk rock israeliano che ha fondato quasi 11 anni fa a Gerusalemme e con il quale ha pubblicato tre album.!

Ancora no??? 

Visto che fate ancora gli scettici..  Asaf è soprattutto  l’autore del brano “One Day” dell’album The Reckoning Song  del 2008 QUESTO QUI!!

 QUALCOSA VI TORNA VERO?

 Sicuramente lo riconoscerete soltanto  QUI

Quasi 5 anni dopo la prima uscita  lo stesso brano  lievitò velocemente fin le alte vette delle classifiche internazionale perchè remixato  dal dj tedesco Wankelmut .  passando dal caldo stile soul, ad uno completamete diverso come   alternative/indie.

Adesso  lo avete riconosciuto eh! 

ma lui è soprattutto questo (per me)

E questo

ma soprattutto questo….

a volte…

buona notte!

Falò di Sant’Antonio: a Milano e in Lombardia si accendono i fuochi

Inizia l’anno nuovo e la tradizione contadina celebra un rito immancabile e ancora molto sentito a Milano e in Lombardia: il falò di Sant’Antonio.

Dedicato a Sant’Antonio Abate, protettore dei contadini e degli animali domestici il cui giorno dedicato cade il 17 gennaio, la ricorrenza trae origini dagli antichi culti celtici e illuminava le campagne per celebrare la vittoria della luce sul buio e augurarsi di avere raccolti fecondi e abbondanti.

Sarà perché il fuoco esercita sempre un fascino intramontabile, che attira gli sguardi incantandoli per lunghi attimi, o perché stare insieme intorno a un falò, mentre le fiamme spazzano il buio condividendo bicchieri di vin brulè, dolci e piatti della tradizione è un modo per esorcizzare paure, dubbi e malumori trascinati per un anno.

Qualunque sia il motivo che vi spinge a cercare un falò di Sant’Antonio, questi sono gli eventi da non perdere a Milano

• Sabato 13, h 15-19 – Cascina Nosedo (via San Dionigi 78, M3 Corvetto): dal primo pomeriggio ci saranno gli arcieri medievali della Compagnia Bianca a trasformare l’aia in un campo di tiro con l’arco. In attesa di accendere il falò di Sant’Antonio al tramonto, a colpi di frecce infuocate, balli popolari aperti a tutti, te caldo, vin brulè e panettone

• Sabato 13, h 21-23 – Orti di via Padova: vin brulè, te caldo e accensione – per la IV edizione – del falò di Sant’Antonio

• Domenica 14, h 15-19 – Cascina Linterno (via Fratelli Zoia 194): giornata di festa che termina con l’accensione del falò. Nel pomeriggio mercatino contadino con miele, pane e prodotti del Parco Agricolo Sud Milano, balli popolari, benedizione degli animali, dolci, te caldo e vin brulè

• Sabato 20, h 20.30 – Cortile della Cascina Biblioteca (via Casoria): accensione del tradizionale falò e benedizione degli animali con distribuzione di polenta cotta sull’aia e vin brulé

fonte: milanoweekend.it

Io andrò … e voi? 😃

Guy Littell “One of those fine days” 2017

Mi va l’idea di raccontarvelo per come mi viene, senza troppi fronzoli e senza alcun condimento.

Le mie orecchie lo ascoltano  per  la prima volta nel 2011  il cantautore Guy Littell e ne rimangono “colpite” ma non “Affascinate”   FARA’ CARRIERA  QUESTO RAGAZZO  se segue la sua onda ho pensato. Dolcezza, grinta e personalità. Il suo primo album “The Low Light and the Kitchen” non era niente di eccezionale per me  ma a me la musica, deve coinvolgere indipendentemente da chi la fa…  tutti i miei “sensi” .Voglio “sentire”  Lui non mi dispiaceva affatto.

  Lui, Guy Littell non è  il solito cantautore  ” Born in the USA” dalle sonorità “Rock/Americana” mi son detta.

Quando l’ho incontrato la seconda volta, musicalmente parlando nell’aprile del 2014 fiduciosa del primo, ho iniziato ad ascoltare il suo nuovo album “Whipping The Devil Back”  ma ho iniziato a bofonchiare un po’ .

” Un altro neilyounghiano, con la visione del “Paisley Underground “ all’orizzonte !

Non era  proprio così prima! Dove ha messo quel che di “suo” nessuno possiede?

La capacità di far musica partendo dalle viscere in primis?

Ummy!Uffi! Evvabbè, i tempi cambiano sarà cambiato anche Lui …  Vedem se si ripropone più in là con qualcosa che mi “prenda nuovamente” e che magari mi colpisca, mi coinvolga e mi paralizzi per lo stupore  stavolta !

Dopo un po’ di tempo, un annetto circa, me lo ritrovo nelle cuffie per caso, e quasi quasi mi sono pure  arrabbiata! “Ma tu vedi un po’ questo ! Tra il candore e la rabbia folle della vita, ci trovo pure aria  del  mio amato Eddy Vedder dei Pearl Jam . Par faccia balzi  tra “Ten” e “Into the Wilde” . Ecchecavolo! Toccatemi tutto ma non il mio Eddy! “Avevo  visto pure all’uscita dell’album  che quel lavoro discografico, conteneva un brano che dava non solo il  titolo  all’album, ma  l’armonica sognante e   discreta nel brano  era proprio quella  di Steve Wynn (Dream Syndacate da annotare eh!) che lo accompagnava come ospite!  Il fatto che non mi avesse “colpita” come album subito, stava diventando sempre più un fatto soggettivo,  alla fine per via di Young e di Vedder. A volte io vivo  spesso nella ricerca continua che “qualcuno” di diverso si trovi nell’aria, opsss, nel fiume della musica. Una novità? Una cosa diversa da tutto? Un nuovo artista che ha quel “tocco” in più?  Eccome… se cerco!

Non me ne voglia adesso  sul mio dire e pensare  il caro Guy Littell!

Scrivo quello che provo e che vivo quando incontro un’anima che suona e canta. Vecchia o nuova, Big o sconosciuta! Scrivo ciò che mi passa per la testa senza recriminarci sopra. Non promuovo album, tanto meno li boccio. Sono un essere che coltiva a modo suo l’amore per la Musica, che la “sente” ancora prima di scrivere “ho “ascoltato”.

Apro una parentesi.(Per me  Musica è sinonimo di “VITA” punto.

Quella Stessa “Vita” che se avesse potuto, il caro e compianto per me,  e forse per pochi intimi  “Giorgio Polato” , avrebbe sempre cantato fiero, mettendoci anima e cuore nello stesso modo con cui  scrisse..

Vita cercami, io ti troverò io ti scalderò con il mio sole… Io dentro di me, m’innamorerò di te.

Non cercatela, non esiste più, o meglio, nemmeno ha fatto in tempo a presentarsi a noi. Non esiste più nulla di quel gruppo musicale italiano  dopo la morte del suo leader. Ci han provato,  ma alla fine,  a nulla son  valsi i tentativi di riprendere in mano quel che c’era e di portarlo avanti.  Non ho ancora scritto chi erano … i DADOTRATTO. 

Le persone speciali ti cambiano la vita, e incontrare il mio “mentore” (e non ne parlerò mai più della sua viva vegeta esistenza) ha significato molto per me.

Ignaro mi ha dato il privilegio di ascoltare  e assimilare ogni parola, ogni melodia, ogni passione di quel testo, ormai introvabile, ma talmente velocemente è arrivata da me,  tanto quanto velocemente è  andata via. Ma ho il testo nella mia memoria, ogni nota  della sua musica è nella mia mente, la canto nel silenzio, la canto muta.  Ha fatto breccia in me “profana di musica” nel mio cuore, nella mia anima, e ha iniziato a nutrirmi con la sua musica,le sue strofe, fino a farmene innamorare davvero. Da essa e per essa sempre attingo. Un rinnovamento continuo, fra semplicità ed emotività, più spesso incontenibile ormai. Quella canzone quel giorno, mi ha cambiato la “Vita”  Parentesi chiusa. )

Tornando a Guy Littell, oggi, mi trovo davanti, a distanza di 3 anni   un nuovo album  e finalmente posso dire che è  davvero  più ricco, più completo e molto più  interessante, coinvolgente,  oltre che orecchiabile per me. Ma soprattutto c’è una maggiore consapevolezza del “io” dell’autore  e molta cura dei particolari.

Prima di tutto: 

Guy  Littell è  italianissimo, e lo dico con orgoglio! 

Il suo nome è “Gaetano Di Sarno”, 

è Campano DoP , di un paese della provincia di Napoli per l’esattezza… 

Ha dentro “passione”come è tipico del suo essere campano;  Oggi “sente” dentro la musica e il suo scuotere che confonde e che rianima. Oggi lui “trasmette emozioni” Con questo  terzo album di dicembre 2017 “One of those fine days”   Veste sonorità più curate. E’ come un piccolo fuoco  che piano si alimenta fino a divampare rivelandosi con  giochi di colori a volte abbaglianti, a volte tenui a volte  ombrosi dal profumo leggero ma persistente di quella veracità tipica che è parte integrante della vita di ognuno di noi

LUI è  genuino, racconta di se, delle sue paure delle sue emozioni, ma soprattutto cerca di farci “cogliere” le “nostre” di  emozioni nell’ascoltarlo, cercando di farle fluire libere, per portarci a spaziare verso un orizzonte fatto soprattutto delle nostre di emozioni.

Cliccare sul link qui sotto  please! e ascoltate

One of those fine days 

Un album auto prodotto, registrato e masterizzato tra Eboli e Marano di Napoli  Poco importa se a volte un brano mi confonde come se fosse proprio Neil Youn a cantarlo, e nemmeno mi pesa più troppo, se Eddy quasi mi  compare proprio mentre sento l’acustica impertinente,  che rincara la dose, mentre canta.

Questo album ha qualcosa in più.  La sua esperienza di vita fino ad oggi e molta personalità  Lo noto quando una batteria si impone  e batte forte e a ritmo fra una chitarra e le parole. Una batteria che  dice  “io sono, quindi esisto, e quindi batto il tempo mio” 

C’è anche una buona dose di folk;  un folk  che ricorda spesso  quei passi di danza a  ritmo continuo ma non sfiancanti. Quasi  come fossero  un canto  e una chitarra classica  che all’improvviso diventano un’anima  musicale unica.

Bella e piacevole  è la complicità tra due chitarre, l’elettrica e la classica che insieme  si accavallano,  ma mai si confondono.

Adesso è davvero un lavoro di squadra, fra testi, strumenti, e  un  sound personalizzato,  quasi perfetto dai!

E’ risaputo, l’ho scritto prima;  “un po’ mi piacevi, poi ti ho quasi  messo da parte, ma  mi hai fatto aspettare, e oggi dico che  ne è valsa la pena !”

Tra il folk  fra  sfumature di pop-rock 

vi presento un piacevolissimo e speciale  passo di danza…

 

 

 

Liebster Award 2018

Rieccomi qui,  e davanti ad un riconoscimento, il LIEBSTER AWARD 2018 che la gentile blogger “Mirtillamalcontentabook” che ringrazio pubblicamente, ha deciso di mettermi tra i fortunati meritevoli.

 

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Queste (all’incirca) sono le regole da seguire:

Ringraziare pubblicamente il blog che ti ha nominato

 Inserire l’icona del premio e le regole da seguire.

Rispondere alle 11 domande  del blog che ti ha scelto

Riformulare 11 domande nuove, nominando 11 blogger a tua volta  che reputi di premiare.

Ora risponderò alle 11 domande della simpaticissima blogger

MIRTILLA

 

  1. Che tipo di blog gestisci e perché? Il mio è un “diario” di vita, autoterapeutico e puntiglioso perché di blog qui ne ho fatti sfumare abbastanza. Questo resta finché mi mancherà fiato. Il perchè? Amo la musica e cerco di trasmettere a voi il mio amore.
  2. L’argomento più bello che hai trattato nel tuo blog; Non ci ho mai pensato, ma credo sia il mio continuo tentativo di parlare di Musica come si parla della vita.  Con modi “semplici”
  3. Serie tv che vorresti vedere; “Buffy l’ammazzavampiri”
  4. Film che ti incuriosisce (e che non hai mai visto); Senza dubbio AGORA, la storia romanzata di Ipazia , la vita della matematica, astronoma e filosofa greca-alessandrina  all’epoca delle  persecuzioni anti-pagane intorno ai primi del 400. A parte l’interesse cinematografico che mi suscita in quanto ho letto la sua storia, è che son anni che ho  questo film su una chiavetta e ogni volta che decido di vederlo, qualcosa accade e mi interrompe:
  5. Libro che vorresti leggere;Tentare di farmi coinvolgere dalla saga di Harry Potter!  Io leggo e adoro il fantasy ma quello proprio non mi sconquinfera, e non so come mai visto il successo.
  6. La cosa che ami più fare durante la giornata; Accucciarmi vicino al mio cagnone e ascoltare il suo russare .
  7. Sei felice? La felicità e stare bene con me stessa, ci sto lavorando su.
  8. Mare o montagna? Mare, mare, mare
    Ma che voglia di arrivare lì da te ! visto?c’è Luca Carboni :-O)
  9. Sport preferito o che vorresti praticare; Nuoto ma serio!
  10. Nome femminile e maschile che più ti piace; “Zoe”, semplice veloce con pochi contorni.
  11. Fiaba preferita. Tutto quel che inizia con “C’era una volta”…mi piaccion tutte! ma se proprio devo scegliere, Hänsel e Gretel ❤
     

 

Ora le mie 11 domande.

  1.  il”vezzeggiativo” di un  carattere che più ti rappresenta.
  2. cosa prenderesti, senza dubbio alcuno, di te oggi, se decidessi di cambiare in parte il tuo vivere nel quotidiano?
  3. 5 matite colorate a scelta: cosa disegneresti?
  4. ostinata/o oppure accondiscendente “
  5. in quale film che hai visto ti sei riconosciuta/o protagonista/o e perché? 
  6. nel tuo far colazione, cosa non deve mai mancare?
  7. metti una sera a cena a casa di amici, cosa porti?
  8. quanto il disordine ti  rende  nervosa/o e come mai?
  9. In una scala da 1 a 5 la musica  dove la metti?
  10.  seppur satolla/o dichiarata non diresti mai no a quale golosità?
  11. siccome mi vien in mente Marzullo… si gentile “fatti una domanda e datti una risposta”,  mi accontenti?

Penso sia giusto  dirvi che non mi va di lasciar indietro nessuno di voi, quindi sentitevi tutti nominati e  a discrezione  col Libero Arbitrio se vi va…  “fate  di testa vostra, a regolatevi a vostro piacimento!

La solita logorroica, bastava un “Fate Vobis”  caspita  ❤

vado !!

 

Indipendenza

Nel vago è il ricordo

Lasciato a prender sonno.

Dei turni consumati

Ne ho perso la conta .

Le attese fra il lavoro

Come miraggi lontani,

Evaporano spandendo

pixel privi di colore.

Pure i numeri primari

Oramai scomposti

Nella mente attenta,

Giocano a rincorrersi

Creando somme

Dal dubbioso risultato.

Fra frazioni ed equazioni

Non trovano più

La sequenza originale

Della loro somma corretta.

@cate

Ora, quello che non mi aspettavo del mio grande innamoramento è la complicità e la confidenza con la mia mente di portarmi a scivolare dentro un tunnel a tratti illuminato,dove alla fine già si vede una porta aperta in cristallo di Swarovski !

{ Moanin’} – Il jazz ❤️

È tutto nella mia testa. Questo album del 1958.

Ad ogni tocco di batteria, ogni pausa dei fiati , resto sempre col respiro sospeso. Ogni martelletto che tocca le corde tese del pianoforte suonato da “Timmons” , mi accarezza e mi ammorbidisce. Amo questo album, ma non perché è il più famoso del grande batterista Art Blakey (batteria /bebop) ma perché sento nell’aria i tempi e il calore di un soul jazz.🦋

Andare a nanna in ottima compagnia. La giornata è filata via liscia . Le sigarette sono un ricordo che si allontana.

Non ho avuto crisi d’astinenza da tabacco vero👍

Evviva gli Stati Uniti!!

Stasera son qui in musica!

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