Al finir della domenica

Mi capita di scorrere le mie pagine scritte qui e onestamente, ancora mi sorprendo.

La protagonista (che sarei io) di queste pagine, mette ogni emozione, dolore, piacere, ironia e tanto altro (o quasi) che vive ogni santo  giorno della vita.

Non toglie nulla e non aggiunge altro. Queste pagine sono quello che lei indossa nel quotidiano come mise raramente di alta moda, qualche volta in stile classico spesso sportive e tanto casual/stravagante. Il giorno che troverete scritto pure quante volte se ne va in bagno, a far i bisognini  o fa l’amore con un intrigante sconosciuto, visto che di un pigiamone bluette l’ha accennato per via di Bridget Jones,davvero non saprà più cosa tener di intimamente suo il “segreto” 🤗

Strofe da sogno in una musica coinvolgente.

A domani. Notte. 😘

Pennuto in libertà

Visto che privatamente arrivano richieste esplicite del come sta il pennuto senza nome … stasera vi faccio salutare da lui.

Son due ore che svolazza chiuso in bagno e quando entro fa pure l’offeso. Un paio di alate in faccia mi sono arrivate mentre mi svolazzava intorno. Voglio vedere adesso come lo faccio entrare nel trasportino cavolo!

Povera me!

A poi per la nanna. Merlooooooooooooooo…. alura?????

Geometrica-mente musicale – Gli “ESAGONO “

A metà degli anni 70  un gruppo  torinese  dal nome tipicamente geometrico  venne alla luce. Alla base ci sono Marco Cimino e Marco Gallesi e Giorgio Diaferia e sono tutti musicisti  provenienti da altre band.

Sto scrivendovi degli “ESAGONO” quando agli inizi  della carriera come band,suonavano uno stile impeccabile di Jazz fusion,  e voi ormai, dovreste sapere che  è un genere musicale emerso alla fine degli anni sessanta e primi settanta che combina elementi di jazz, rock e funk… o no? Rinnovo la memoria !

Questa domenica me la sto passando anche in  compagnia dei cari “ESAGONO“e di un unico  loro album…

Vinile del 1976, dal titolo ” VICOLO” 

Un primo album  interamente strumentale dove a loro si uniscono Giovanni Vigliar, Gigi Venegoni e Arturo Vitale, della band “Arti&Mestieri”, da cui era uscito proprio  il Marco Gallesi.

“Sentire” questi 7 pezzi significa pure  viaggiare oltre l’Oceano, fermarsi negli Stati Uniti e  fare un  cenno con la mano  ai grandi del jazz fusion in assoluto (per me) degli anni 70/80 che sono i  ” Weather Report “. 

Sicuramente per chi ha l’orecchio ben allenato ritroverà molto delle loro sonorità .  Se invece vogliamo giocare in casa, Anche i “Perigeo” qui  un po’ si fanno sentire..

La  carriera musicale degli ESAGONO  è fatta prevalentemente di  live, e man mano che il tempo passa, intorno agli anni 80  vireranno sempre più vicino alle sonorità puramente jazzistiche diventando un’interessante   Orchestral Jazz   arricchita da altri musicisti e strumenti come  la tromba di Flavio Boltro,  il sax di Bonadè, e poi Enrico Cresci alla chitarra e voce, ed infine Massimo Artiglia al pianoforte.

Un giorno però mandano tutto all’aria e se ne vanno ognuno per la propria strada musicale. Solo agli inizi degli anni 2000 in  occasione della ristampa proprio il loro primo unico  vinile  “Vicoli”, in CD, si riuniscono.

Per me la cosa termina qui. Vi ho sempre detto che se la curiosità vi coglie, dovreste andare da soli a trovare quel che d’altro esiste di loro…

Questo ” VICOLO” 2  è un lavoro musicale  rivisitato:

dagli originali 35 e poco più minuti dei 7 brani contenuti nel vinile, si passa a circa 47 di minuti d’ascolto in CD 

sono registrazioni live e incisioni in studio, . Si aggiungono strumenti come il violoncello, il vibrafono, il pianoforte elettrico, il sax soprano, quello tenore, il flauto… insomma brani simili ma non uguali… e un Bonus tracks compare

Un brano … come dire… quasi..   scivoloso come un serpente d’acqua ne detiene l’originalità

Comunque vi ho preparato una play con  i  brani…del CD .

Attenti per favore… 

Il brano Anaconda 🙂  compare solo nella lista dei brani delle note interne del CD, mentre nella lista del retro copertina è… come dire…  assente. e non esistono minuti d’ascolto… 🙂

 

Domenica… prima

La prima del nuovo anno.

Iniziato di lunedì. Quando il tempo che scorre nasce perfetto dicono che si rivelerà l’anno del continuo rinnovamento, e il 2018 deve esserlo per forza perché il suo 8 rammenta “l’infinito” seppur sia in verticale.

Ricorda un Uroboro

In apparenza immobile, ma in eterno movimento, il potere che si  divora e  si rigenera .  Un’energia universale che si consuma e si rinnova di continuo, la natura ciclica delle cose, che ricominciano dall’inizio dopo aver raggiunto la propria fine.

Simboleggia l’unità e l’ambiguità fisica primordiale, la totalità del tutto, l’infinito, l’eternità, il tempo ciclico, l’eterno ritorno, l’immortalità e la perfezione.

Il simbolo esoterico della ciclicità del tempo

il serpente che si morde la coda, lo trovate descritto in una fantastica lettura di Nietzsche in  “Così parlò Zarathustra” 

Dal libro…

Un’aquila volteggiava in larghi circoli per l’aria,

ad essa era appeso un serpente,

non come una preda,

ma come un amico:

le stava infatti inanellato al collo»

L’aquila è il superuomo per il quale il tempo come “eterno ritorno” non è un ostacolo alla sua volontà di potenza che domina il tempo”.

Un libro da tenere fra i  vostri libri preferiti …

Tornando a me e a questa domenica, sono intorpidita,  svogliatamente pigra , assomiglio ad un Bradipo silente. Mi sono svegliata nel cuore nella notte interrompendo un sogno, che non mi ha trasmesso timori ma pensieri buoni. Squillava un vecchio cellulare a casa e rispondendo  dall’altro capo  la voce era di mia zia Giovanna… che non c’è più in questa vita. Era la mia zia del cuore, piccola, minuta, che non si arrendeva mai a nulla in vita. Mi diceva che voleva venire con lo zio Lanfranco per prendere delle carte che servivano per una loro pratica, ed io rispondevo a lei nel modo più logico: “Zia, lo sai che sei morta anni fa vero? e che lo zio è morto prima di te? “Mi sono svegliata in quell’esatto momento illogico, cercando di capire la ragione del suo comunicarmi in questo modo, o della sua presenza. Io non lo so e non cerco risposte.   Ora ricordo che non mi sono alzata dal letto, non ho sentito la paura sul mio corpo , nemmeno quell’angoscia che ti prende nel buio della stanza. Immobile, nel letto, mi sono riaddormentata.  La sensazione che oggi provo è di torpore silente. 

Vado. 

ah… la mia amata musica… sempre.