riti e gestualità

Per la malattia di mio figlio a detta sua sono una madre si, ma inadeguata. Non ci si fa mai il callo ad un pensiero simile. A sacrificio mi sono fatta spazio fra l’ansiolitico che prende per tre volte al giorno, e il suo modo discontinuo di somministraselo. Il resto si arrangia da solo ma “quello”se non preso regolarmente crea un baratro emotivo e comportamentale suo, da crisi toste ( lo sapete). Difficile mi scordi di dargli la dose ma stamattina è successo. Solito caos organizzativo per andare al day Hospital.

Rientrato, accompagnato da suo padre al portone, (non esce più da solo, diventa difficoltoso il riuscire a fare un tragitto normalmente. Si blocca resta impantanato fra i suoi pensieri e bisogna recuperarlo o sta per ore fermo in quel punto ) mi sono attivata per dargli il farmaco scusandomi.

Voleva farlo da solo ma ho insistito, per me è una sorta di rito. Un modo per guadagnare quella adeguatezza che a quanto pare non ho. Almeno quello lo so fare mi dico, e gli dico. Stava nascendo una discussione sulle sue di ritualità e gestualità che sono patologiche. Il fatto di dire ” come fai anche tu , crea confusione e preconcetti.

È difficile questa patologia. Non sai mai come fare, come muoversi, come affrontare una cosa semplice come un rito , gesto continuo e benevolo, che si trasforma in “complicazione”.

I miei di riti...

Guardo una foto tutte le mattine di due persone che si danno un bacio con alle spalle il Castello Sforzesco di Vigevano… per non dimenticare un giorno felice. A volte mi smarrisco nelle mie nebbie per andare avanti. A volte è come non fossero mai esistiti questi otto anni discontinui. A volte sento il dolore che si allontana e mi spavento. E a volte sorrido ad un gesto o una parola che rimbomba e scoppio in lacrime. Ecco la “complicanza”… il vuoto dentro.

Io esistevo. Per non perdermi apro l’armadio e tocco la sua camicia bianca da lavoro ancora appesa da stirare, la indosso, me la abbraccio un gesto che mi rincuora, e vado avanti. L’ho vissuto quel tempo. Non l’ho sognato.

Ma è cambiata la mia vita, non ho rimpianti. Un po’ forse tanta malinconia. Devo fare la madre… inadeguata ma devo fare solo quella.