e siccome sono egoista e…

Possessiva… io sono una fanatica della serie di film

TRANSFORMERS ! Tutti dal primo all’ultimo!!!

Divento intrattabile se qualcuno fiata o mi disturba mentre guardo

Quindi io mi sto guardando su Italia1 HD il IV della serie … questo!

(Pubblicità o con sto cavoletto che scrivevo!!!)

😇

Quindi voi buoni buonini state e ascoltatevi

Da da da daaaaaa….🤦🏻‍♀️ Mendes! Tutto!

È venerdì no? Appunto !!!!

Su su… niente storie!

 

Bebop jazz e Beat Generation

Eeeehhh basta!  Con  quei rigidi arrangiamenti e  melodie delle big bands, principalmente espressioni della società bianca del periodo!

Siamo a New York, nella metà degli anni 40… e i musicisti neri…stravolgono il “Jazz di quel tempo…

un decennio indietro…

 …e così il Il santone pazzo del jazz, pianista eccezionale iniziò a suonare alla fine degli anni 30, esattamente nel 1939  al Minton’s Playhouse di New York ,  un locale fondato dal tenorsassofonista Henry Minton nel 1938 sulla 118ª Strada Ovest, al primo piano del Cecil Hotel. Quel locale (andato bruciato negli anni 70) divenne famoso per le  jam session che si tenevano a tarda ora, jam a cui partecipavano musicisti del calibro di Dizzy Gillespie, Charlie Parker, Thelonious Monk, e Max Roach.

Fu nel corso di questi eventi musicali, e ad analoghi eventi che si tenevano all’altro club “bop” di Harlem, il Monroe’s, che nacque la forma di jazz che fu presto conosciuta come bebop  o “modern jazz”

Perchè ho scelto Thelonious? Forse perchè lui anima il piano? forse perchè ho imparato sul jazz e tanto ancora devo apprendere dal tempo della prima nota? O forse perche alla fine era un uomo   dominato dalla “stranezza” comportamentale, da un mutismo eccessivo e da un forte egocentrismo… e questo suo modo di essere (per fortuna) ha inevitabilmente influenzato il suo modo originale di fare  musica; una musica spesso screditata da critiche superficiali.   Ma sotto quel manto  di “stranezza” si è conclamato un nuovo modo di fare jazz a cui si ispirarono le generazioni successive…

 


Stili di vita e cultura

Nei suoi primi anni di vita la parola “bebop” indicò, oltre allo stile musicale anche lo stile di vita e l’atteggiamento ribelle di coloro (che erano in maggioranza giovani) che si indicavano come “bopper”.

Anche per questo motivo il bebop divenne popolare tra i letterati che si riconoscevano nella cosiddetta Beat Generation e fu citato in alcune delle loro opere più famose (ad esempio nella poesia Urlo di Allen Ginsberg). Nel corso dei 15 anni successivi, il bebop e le sue ramificazioni si evolsero fino a diventare il principale idioma del jazz. Ancora nel primo decennio del XXI secolo, lo stile jazzistico indicato come “mainstream” si rifà essenzialmente alle elaborazioni stilistiche del bebop…

Leggetevi di  Jack Kerouac, On the Road 1957!

on-the-road1

una buona serata!

pre-visioni

Devo mettere il maglioncione felpato al mio blog stamattina?

Io faccio parte di quelle persone che non sono andate in vacanza nel periodo estivo e francamente tutto quello che ho sudato in città mi fa pensare che l’aria da prosecco frizzante in un bicchiere ghiacciato non mi crea affatto l’ imbarazzo del climaterio improvviso! Farò la cipolla con un buon deodorante sotto i veli…

Per me l’unica cosa che conta è che non piova! Odio l’umido nelle mie ossa. Mi fa cigolare come un ingranaggio mal oliato…

Clima…terio , scricchiolamenti vari… mi rammentano un surgelato che….

Si squaglia lento!

💙 Giorno!

Silenzio! tre modi di…

dirvi che vado a nanna… 

Però questa non ve la spiego… no no noooooo !! Però mi va l’idea di farvi un po’ arricciare il naso… Ma che dispettosa  ah !

il comune denominatore? lui ! Joseph Alfred Souterjoe south

1 /  1967 Billy Joe

2 / 1968 Deep

3 /  1969 Woody

la musica è “vita”!