Cruel Intentions

Prima regola non innamorarsi… (più)

esco.

 

E’ una dolce-amara sinfonia questa vita
che cerca di far coincidere gli estremi
che ti fà diventare schiavo del denaro e poi morire
ti porterò sull’unica strada che io abbia mai percorso
lo sai, quella che ti conduce nei luoghi in cui
tutte le cose si ritrovano

Nessun cambiamento, io non posso cambiare
io non posso cambiare, io non posso cambiare
ma io sono qui fermo nella mia posizione
io sono qui fermo nella mia posizione
ma io sono tra un milione di persone diverse
giorno dopo giorno
io non posso cambiare la mia posizione
No, no, no, no, no

io non pregherò mai
ma stanotte sono in ginocchio
ho bisogno di udire alcuni suoni che mi facciano riconoscere il dolore che c’è in me
lascio che la mia melodia risplenda, che purifichi la mia anima, mi sento libero ora
ma le strade sono pulite e non c’è nessuno che canti per me

Nessun cambiamento, io non posso cambiare
io non posso cambiare, io non posso cambiare
ma io sono qui fermo nella mia posizione
io sono qui fermo nella mia posizione
sono tra un milione di persone diverse
giorno dopo giorno
io non posso cambiare la mia posizione
No, no, no, no, no

E’ una sinfonia dolce-amara questa vita
che cerca di far coincidere gli estremi
che ti fa diventare schiavo del denaro e poi morire
ti porterò sull’unica strada che io abbia mai percorso
lo sai, quella che ti conduce nei luoghi in cui
tutte le cose si ritrovano

Nessun cambiamento, io non posso cambiare
io non posso cambiare, io non posso cambiare
ma io sono qui fermo nella mia posizione
io sono qui fermo nella mia posizione
sono tra un milione di persone diverse
giorno dopo giorno
io non posso cambiare la mia posizione
No, no, no, no, no

non posso cambiare la mia posizione
no, no, no, no, no,
non posso cambiare
non posso cambiare il mio corpo
no, no, no

ti porterò sull’unica strada che io abbia mai percorso
ti porterò sull’unica strada che io abbia mai percorso
su cui sei mai stata…

sabati come questi

E’ da sabati come questi, accompagnati da una luce pallida e bianchiccia, con quella tipica aria fresca ma non troppo, che il silenzio incombe nella mia casa.

I polpastrelli delle mani diventano freddi. come dei piccoli cubetti di ghiaccio appena fatto. Penso che dovrei mettere i miei guanti leggeri di lana , ma a che servirebbe. Le mani si riscaldano dentro altre mani,  mani pronte a farti sentire quel calore che non provi da un po’ di tempo.

Sabati così , dove in lontananza mi sembra di sentire delle voci nell’androne e quell’inesorabile fastidioso continuo sbattere del portone di legno della casa.

Non mi va nemmeno di alzare il culo dalla poltrona per  andare a curiosare se qualcuno è entrato nella corte o è invece uscito. Che importa, non sono mai stata una curiosa, e nemmeno le urla di qualche condomino incazzoso mi han fatta schiodare per affacciarmi.  Di solito mi suonano al campanello in cerca di asilo…  Funziona così sapete? E Cate prepara il caffè e cerca di quietar  l’anima di chi è entrato. Cate è disposta a rubare del tempo prezioso per se stessa e (il portone ha sbattuto un’altra volta… sembra una tangenziale più che una tranquilla corte di sabato, ma non ci sanno stare a casa? )  Dicevo?  Rubo il mio tempo per dare una mano a chi ha bussato.  Io non ci riesco, a chiedere asilo… alla fine mi gratto la rogna fra le mura di casa il più delle volte, o scappo fuori, sbattendo il portone invece di accompagnalo dietro.   Basterebbe accompagnarlo… già,  non sono diversa dai tanti qui. 

ho freddo. devo mettermi addosso una maglia in lana leggera almeno, o le mie mani non si riscalderanno mai .

È un vero piacere dei sensi, l’album di Molly Burch  Please Be Mine” , un vero toccasana senza riuscire mai a trattenere qualche tenue sbadiglio.

 pulito ma non levigato mai altezzoso e,  mai altezzosa lei.

Io amo il  country-western da saloon con delicata arguzia e un briciolo di malizia, che racconta  di amori impossibili e di sopraffazione maschile.

Lei è capacissima  di spezzare un cuore con un candore ormai dimenticato.
Sa essere sensuale, a tratti esotica, fresca, irruente e sbarazzina .

E’ da sabati come questi, quando le mie mani sono gelide, che spazio con la mente, che mi faccio prendere da quel  malinconico e  leggiadro romanticismo da quel suono sparso nell’aria delle mie mura da tinteggiar nuovamente, a  suon di nostalgie e reminiscenze.

Vado a mettermi la maglia… vediamo se mi scaldo un po’ e, ancora una volta il portone sbatte… 🙂

 

Di vita grama

Uno spettro che vaga in una stanza non sua….

Ma gli spettri hanno un cuore?

Io so solo che sento un peso dentro il diaframma ma non vedo nulla.

Il compromesso fra il dormire accampato con una coperta sui gradini delle scale di pietra … e chiamare il padre per farlo stare da lui stanotte…

continua la mia inadeguatezza per mio figlio.

Ormai non distingue e non distinguo pure io, la realtà dalla fantascienza malata. Che fare all’una di notte? Chi sta fuori dalla malattia non si accorge delle crudeltà che accadono al suo interno.

Essendo io il soggetto di maggior contrasto perché la vedo, la condizione mentale di mio figlio… in poche parole le sue compulsione vogliono neutralizzare la mia razionalità. Vogliono proprio eliminare la mia fisicità. Sono io un disturbo … onestamente quella “coscienza” che ha paura di perdere… la sta perdendo davvero. Medici, farmaci, sedute, centri, tempo, pazienza, resistenza… ecco “resistenza” … devo farmi forza e resistere.

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