Il RE ultra millenario a Milano

La Storia ci insegna che è d’uso comune sradicare, trafugare, solo per il piacere del possesso o peggio dell’arroganza caratteriale, qualcosa che non ci appartiene ma che vogliamo solo per noi.  Il 12 maggio, passeggiando in Piazza Leonardo da Vinci, nell’attesa dell’ultimo concerto  dedicato a Coltrane,  movimenti strani ed inusuali si materializzavano all’orizzonte.  Una scultura? Un evento?  Andare a curiosare è di dovere.   Milano è solita in questa stagione svegliarsi dal torpore invernale e creare orizzonti colorati. Occhi increduli davanti ad un Re imponente e degno di un silenzioso rispetto. Un ulivo. Dei vivaisti, stavano posizionando un Ulivo enorme,  ultra secolare, alto almeno 11 metri,  in piazza per qualche giorno. Un ulivo che stava in cura a  Salvaterra, frazione di Castalgrande in provincia di Reggio Emilia, ma a suo tempo sradicato in  Calabria. Uno scellerato egoista anni prima, si era tolto il disturbo di trafugare, o meglio dire “rubare dalla terra d’origine un Ulivo ultra millenario per  piantarlo nel giardino della sua villa. Quando la cosa si è saputa, è nato un Progetto L’associazione Ata insieme a Enzo Maioli, proprietario del vivaio di Salvaterra, (che lo ha portato via dal patetico egoista umanoide)  hanno messo in piedi «Amico ulivo-albero dell’amicizia» per riportare al sud l’ulivo e per farlo conoscere ai bambini.

Maioli, ha raccontato che l’ulivo IMG_1796

 soffriva in quel posto. Aveva già preso un paio di gelate. Da quel momento ha deciso di  realizzare un sogno . Restituire la pianta alla sua terra, o meglio a SUD.

C’è riuscito dopo anni di impegno, amore, e anche cure.  Dopo aver dato modo a Milano di accogliere uno dei più antichi e “sacri” alberi d’Europa, il giorno 16 maggio Il RE è stato  portato  in Puglia, a Cagnano Varano, in provincia di Foggia, tra le rocce della grotta di San Michele Arcangelo, un posto un po’ magico, come è LUI del resto .

Vedi anche sito : http://www.amicoulivo.it

 

Da “Libero”

“Sradicato dalla sua terra d’origine, come un antico Re, come nelle favole che si raccontano ai bambini per farli dormire. E, come in tutte le favole, anche questa storia ha avuto un lieto fine. Milano,  ha avuto l’onore di vedere almeno di passaggio il Re che non ha testa, braccia o gambe, ma un tronco, tortuoso, contorto, che si innalza per 11 metri fino a sfiorare il cielo con i rami.”

«È risaputo che gli ulivi hanno dei poteri benefici», sottolinea Angelo Falletta, «chiunque provi a sedersi all’ombra di un ulivo, avvertirà una sensazione di pace e serenità. Se lo fai una volta, può sembrarti un caso, ma se succede quattro o cinque volte, vuol dire che qualcosa di magico risiede in questa pianta». Il legame dell’ulivo con l’uomo d’altronde esiste da secoli: «Basta pensare che era venerato ai tempi dell’antica Grecia, quale pianta sacra alla dea Minerva. Poi il culto è arrivato ai cristiani. La sua forma così contorta non può che rappresentare la difficile vita dell’uomo».

  • MIRIAM ROMANO RIPRODUZIONE RISERVATA
  • quello che ho inserito a parole  in Grassetto, non è farina del mio sacco ma “spero” di gentile concessione” seppur riservata. Per contestazioni scrivere a giocosaginoide@gmail.com grazie