Pinne? Fucile ed occhiali?

A volte mi chiedo perché i miei genitori, abbiano deciso in quel lontano 1964, di farmi nascere alla Macedonia Melloni di Milano caspita! Io amo il mare!!! E mi ritrovo a chilometri e chilometri di distanza da lui. Loro, che sono arrivati da una terra dei ciclopi circondata da acque salate mi hanno fatto questo!!! Assurdo. Se avessi potuto…. gli avrei suggerito una città costiera uffa, ma a quei tempi mamma e papà non sapevano ancora, che i bambini nella pancia hanno sempre un diritto di replica sulla scelta di dove voler nascere😱.

Accontentiamoci del sole che oggi è davvero spettacolare, accontentiamoci di una canna dell’acqua dell’acquedotto milanese per rinfrescarsi, e consoliamoci con il profumo intenso della menta piperita che si sprigiona quando passa il venticello che rinfresca il tutto come se si fosse in montagna! Una buona domenica!

Oggi pasticcio di pasta !!

Un album audace fra un atterraggio lontano.

La dolcezza del silenzio, é pari allo stare a guardare nel cielo terso, un aereo illuminato da qualche raggio di sole distratto, mentre piano piano atterra lontano.

Le storie che si porta dietro, sono sicuramente storie di vita, di dolore e di gioia, vita, semplicemente… la chiamano “l’arte del vivere” . Ne fanno parte storie di amori che non raggiungono l’apice della felicità, e che si lasciano alle spalle, magari con quella nota di rammarico che riempie di qualcosa comunque il cuore. Storie adolescenziali, con quei momenti turbolenti, di delusione, ma anche di divertimento che scorrono davanti come fotografie raccolte in un album da tenere nel cassetto senza la chiave. Si cresce, si matura, come lui Christian Lee Hutson, un uomo con la sua chitarra, qualche strumento d’archi di contorno, e in lontananza, la presenza discreta di una tromba. Qualcosa in più oltre alla sua voce, che già da sola basterebbe. Lui, che racconta un po’ storie di vita dove ognuno di noi ci si può trovare… E forse ancora qualcosa in più che si può solo scoprire ascoltando questo piccolo lavoro di nicchia che a me piace tanto per la sua semplicità e per la sua bellezza musicale.

Begginers è il terzo album solista di Christian Lee Hutson, originario di Santa Monica. Lui è un cantautore che unisce folk e suono indie, con quella freschezza genuina, che rende “speciale” tutto il suo lavoro in musica. Un album, come molti in mie mani (dovrei dire orecchie veramente 🙂), che in questi giorni ho consumato . Un album uscito il 29 maggio di questo anno. Un anno da portare avanti a testa alta per quanto riguarda la musica, nonostante le avversità che le ha messo sulla strada, e che ancora non si decide a darle un respiro, una tregua. Buon ascolto, e a domani.

Il peso del “futuro“

Fa forse un po’ paura il titolo di questo post ma non è proprio così… Ascoltate il brano e riflettete… Vi auguro una serena e piacevole notte. Domani è un giorno da vivere.

Il brano è della “Manchester Orchestra”
Tratto dal loro album “I Know How To Speak” del
2018

Vi lascio il testo e la traduzione !

So come parlare

I know how to speak
So come parlare

And I know where I’m going
E so dove sto andando

I wanted to seek
Volevo cercare

But I got distracted
Ma sono stato distratto

It’s a mirage
È un miraggio

One that leaves me embarrassed
Uno che mi lascia in imbarazzo

‘Cause no one knows me like you
Perché nessuno mi conosce come te

You know there’s nothing left for you
Sai che non è rimasto niente per te

So I continually knew
Perciò ho costantemente saputo

Try to pass it through for you
Ho cercato di superarlo per te

‘Cause I bore you
Perché ti annoio

Pestered by pain
Tormentato dal dolore

It’s time, listen honest
È ora, ascolta onesto

So let go of your shame
Perciò scrollati di dosso la tua vergogna

It’s a dead, dampening blanket
È una coltre morta, che raffredda

It’s a facade
È una copertura

I can look at you training
Riesco a vederti che ti alleni

There’s nobody else like you
Non c’è nessun altro come te

I think I finally explained it
Credo di averlo finalmente spiegato

So I continue to move
Perciò continuo a muovermi

Between the bank and the blanket
Tra la sponda e la coltre

Don’t fake it
Non fingere

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I, I’m really gonna try this time
Questa volta ci proverò davvero

Gonna give you my heart in spite of my soul
Ti darò il mio cuore invece della mia anima

I, I’m really gonna try this time
Questa volta ci proverò davvero

Gonna give you my heart in spite of my soul
Ti darò il mio cuore invece della mia anima

I want your name
Voglio il tuo nome

Burnt in my ceiling
Bruciato sul mio soffitto

Floats like a flame
Che fluttua come una fiamma

An unpredictable wonder
Una meraviglia imprevedibile

You gave it all hope
Hai rinunciato a ogni speranza

And all the of this is a circle
E tutto questo è solo un giro in tondo

There’s nobody else like you
Non c’è nessun altro come te

So many that came before you
Ce ne sono stati tanti prima di te

This is the moment I choose
È questo il momento che ho scelto

Between the hope and the hardest
Tra la speranza e la maggior difficoltà

So be honest
Perciò sii onesto

I’m really gonna try this time
Stavolta ci proverò per davvero

Gonna give you my heart in spite of my soul
Ti darò il mio cuore invece della mia anima

I’m really gonna try this time
Stavolta ci proverò per davvero

Gonna give you my heart in spite of my soul
Ti darò il mio cuore invece della mia anima